Ferrara, velocità massima 70 km/h: e la provincia rallenta

La scelta è stata fatta per motivi di sicurezza generando ritardi e polemiche Ma Tper e Fer non prevedono risarcimenti. Le posizioni dei sindaci

FERRARA. Il disastro ferroviario in Puglia, costato la vita a 23 persone nel mese di luglio scorso, ha aperto un fronte di polemiche e riflessioni sul tema della sicurezza della rete ferroviaria italiana, sfociato, come avvenuto in Emilia Romagna, in azioni mirate. Nel frattempo l’Agenzia regionale per la sicurezza nei trasporti ferroviari ha emanato un provvedimento, fissando a 70 chilometri orari il limite di velocità dei treni regionali.

«Non sono state accolte le osservazioni delle regioni improntate alla flessibilità – dichiara la consigliera regionale Marcella Zappaterra - La scelta è stata compiuta per ragioni di sicurezza, ma questo ha generato ritardi e ora sono in corso incontri, convocati dalla Regione e da Tper con i Comuni per trovare soluzioni per ogni singola tratta ferroviaria».

Mentre il sindaco di Codigoro Sabina Alice Zanardi non ha ricevuto al momento lamentele sui ritardi, Tper sta elaborando una proposta, grazie al coinvolgimento con il direttore generale Paolo Paolillo, per consentire ai treni regionali di trasportare biciclette, aspetto particolarmente sentito in un territorio vocato per sua natura al turismo naturalistico e agli itinerari ciclabili. La questione scottante dei ritardi accumulati dai pendolari, lavoratori e studenti, è invece ben nota al Comune di Portomaggiore che, attraverso l’assessore Michela Bigoni, sembra aver trovato la quadra proprio l’altro ieri, dopo un incontro a Bologna. «La direttiva ha imposto il limite dei 70 chilometri orari sui treni dove il sistema automatizzato di controllo non è montato sulle linee. Tra Portomaggiore e Consandolo – prosegue l’assessore c’è, ma la norma prevede l’applicazione del limite in presenza di passaggi a livello privati con sbarre su fondi agricoli e ne abbiamo alcuni».

La soluzione individuata per la tratta regionale Portomaggiore-Bologna consiste nella variazione degli orari a partire dall’11 dicembre prossimo con prolungamento della percorrenza, da 1 ora ad 1ora ed un quarto. Non sono previste azioni risarcitorie, in quanto Tper e Fer avrebbero appreso le nuove disposizioni a metà ottobre, con decorrenza dal 2 novembre e «non hanno avuto tempo per adeguarsi, per cui – conclude l’assessore Bigoni – la causa dei ritardi non è imputabile solo a loro»

Parallelamente all’impegno delle istituzioni locali si muove anche l’associazione dei pendolari della tratta Portomaggiore-Bologna, presieduta da Fabio Businaro di Mezzolara. Sabina Mucchi, sindaco di Fiscaglia, si dice disponibile, come la collega Zanardi di Codigoro, a sedersi a tutti i tavoli istituzionali convocati per trovare soluzioni tese a ridurre i disagi dei pendolari.

Antonio Fiorentini, sindaco di Argenta, confermando che sono previsti nuovi incontri, ricorda che «rispetto ai miei tempi da studente universitario, pendolare in treno, si sono un po’ efficientate le linee, ma problemi come quelli dei ritardi, continuano a trascinarsi. Condividiamo i problemi lamentati ed assicuriamo il nostro pieno sostegno ai pendolari». Per Fiorentini un altro problema contingente riguarda anche disfunzioni strutturali, intorno alle quali c’è ancora molto da lavorare «per rendere il servizio di trasporto più efficace ed all’altezza delle aspettative».

Anche per il sindaco di Ostellato Andrea Marchi la problematica è annosa, «perché segna di fatto la lontananza non geografica, ma di situazione fra i grandi centri ed il resto del forese. Questo significa rendere di fatto la vita ancor più difficile – prosegue Marchi – alle giovani generazioni, che nello studio cercano possibilità di costruirsi un futuro e di fatto li discrimina da chi vive in città e nei grandi centri».

Una separazione di mondi è quella che viene a delinearsi per il sindaco di Ostellato, «inaccettabile anche se sulla sicurezza non si scherza, ma non si può pensare che vi siano cittadini ad alta velocità e cittadini regrediti a situazione da anni ’60». Permangono anche da parte di Andrea Marchi volontà, impegno e sforzi, tesi ad individuare una soluzione ad un problema molto sentito. Basti pensare che solo lungo la tratta regionale Portomaggiore-Bologna i ritardi dei treni sono arrivati a sfiorare la mezz’ora, dopo la riduzione di velocità a 70 chilometri orari.

Katia Romagnoli