«La Pinacoteca di Ferrara verso il Castello»

La Pinacoteca di Ferrara

Il sindaco Tagliani spiega la nuova rivoluzione per le esposizioni: «Al via lo studio per il trasferimento da Palazzo Diamanti»

FERRARA. «Adesso che sono arrivati i fondi ministeriali si può cominciare a ragionare».

Il sindaco Tiziano Tagliani ha la possibilità ora di portare avanti quel progetto che in precedenza rimaneva solo sulla carta, ma che con l’arrivo di un finanziamento di 7 milioni di euro, si spalancano in pratica le porte a quella riorganizzazione museale cittadina, che a questo punto appare non più rinviabile. La volontà politica è suffragata ora dai fondi necessari per avviare questo percorso, che appare strategico per una città che ha l’ambizione di catturare pubblico e turisti, viste le sue peculiarità.

«Siamo partiti da alcune considerazione - dichiara subito Tagliani - sia le Gallerie Estensi responsabili della Pinacoteca nazionale che le Gallerie d’Arte moderna che organizza le esposizioni ai Diamanti sono in una fase di espansione. Stanno crescendo all’interno di una struttura condivisa, i Diamanti appunto. Un contenitore che ha anche delle carenze di servizi, occorrerebbe migliorare gli spazi informativi, creare un coffée-shop, un apposito servizio per i bagagli in grado di custodire borse, valige e zainetti, senza tralasciare i servizi igienici. Ci troviamo quindi di fronte ad un palazzo Diamanti che ha bisogno di più spazi e nel contempo ci troveremo con un Castello Estense, in pratica sotto utilizzato».

«Una volta infatti che le opere attualmente in mostra in Castello - spiega il sindaco di Ferrara - ritorneranno alla “casa madre” di Palazzo Massari, quando saranno ultimati i restauri per la ricostruzione dei Musei Boldini, De Pisis dell’Ottocento, e che nel contempo nell’ex dimora degli Estensi gli uffici della Provincia verranno spostati, ci saranno ben due piani del Castello da adibire a percorso museale. Ecco quindi che da un lato ci troviamo di fronte a un Palazzo Diamanti che si fa sempre più stretto per le necessità dei due musei e dall’altro un Castello Estense vuoto. Da qui la necessità di trasferire la Pinacoteca nazionale proprio all’interno del Castello».

Un cambio comunque non facile da realizzare e molto complesso ed è per questo che si è partiti subito per risolvere nei tempi e nei modi più brevi questo problema.

«Si parte subito - precisa Tagliani - con un studio di fattibilità in merito al trasferimento della Pinacoteca in Castello. La struttura statale vanta opere molti grandi per cui non è facile ad esempio spostare un Polittico Costabili di quasi 10 metri di altezza tanto per citare il caso più significativo. C’è quindi la volontà di portare la Pinacoteca nazionale dentro le mura del Castello per realizzare un vero polo museale con le opere del Rinascimento e del Cinquecento ferrarese. Il tutto attraverso una convenzione tra gli enti interessati: Stato, Provincia e Comune».

Nei prossimi mesi tra l’altro sono previsti lavori di risanamento post terremoto sia a Palazzo Diamanti (si dovrebbe partire poco dopo il termine della mostra sull’Orlando Furioso), sia in Castello, con interventi nel sottotetto e nel secondo piano.

«Gli uffici della Provincia con questi lavori in programma dal 2017 - continua ancora il sindaco - dovranno traslocare provvisoriamente in corso Isonzo. Una volta che il Castello verrà definitivamente ristrutturato, ci sarà quindi un intero secondo piano da destinare allo spazio museale, pronto quindi ad accogliere la Pinacoteca nazionale. Questo trasferimento, che rappresenta una scelta strategica, sarà anche l’occasione per ricreare una cornice generale dei musei della città. Un progetto quadro per realizzare una rete omogenea. Il recupero di Palazzo Massari ad esempio con la possibilità anche di usufruire dell’annesso Parco Massari (verrà demolito il muretto che separa il contenitore artistico con il parco civico ndr) potrà essere meglio utilizzato anche dai cittadini ferrarese. Il palazzo Diamanti ,che ospita eventi qualificati, continuerò ad essere ancora un punto di riferimento per i turisti, con un potenziamento dei servizi. Dall’altra parte della città ci sarà poi un Palazzo Schifanoia e un palazzo Costabili che continueranno a svolgere il compito di musei dell’Arte antica e del Quattrocento».

La rivoluzione della rete museale ferrarese è quindi cominciata e una volta terminati i lunghi cantieri post sisma, Ferrara avrà musei più belli e funzionali.