Binario 1, in transito ammorbanti sbuffi di smog

Alla stazione di Ferrara i treni della Ferrara-Codigoro tengono accesi i diesel: proteste

FERRARA. I convogli della linea Ferrara–Codigoro spesso stazionano al binario uno e capita che il motore delle vecchie locomotrici a diesel resti acceso a lungo prima della partenza, contribuendo ad ammorbare l’aria proprio in prossimità del frequentato atrio della stazione.

«Quando rimane acceso per parecchi minuti l’aria diventa irrespirabile, in quanto i gas di scarico si accumulano all’interno dell’atrio – spiega Michela, che lavora nella tabaccheria situata a due passi dal binario 1 - Vi sono giornate nelle quali il fenomeno è maggiormente avvertito, soprattutto con il gran caldo estivo o a seconda delle correnti, e c’è stato un caso nel quale mi sono quasi sentita mancare».

La richiesta di una soluzione è maggiormente sentita negli ultimi tempi anche da parte del personale Tper in servizio sugli autobus. Dalla scorsa estate infatti la sala personale è stata spostata dalla storica collocazione di Piazza Cacciaguida al primo piano della Stazione centrale, proprio in corrispondenza del luogo dove gli attempati convogli della linea Ferrara-Codigoro fanno la loro poco salubre sosta.

«Il problema è stato segnalato con una nota alla Direzione aziendale - spiega Leonardo Natali, sindacalista della Usb-lavoro privato - ma ancora non abbiamo ottenuto risposta, nonostante sia la stessa Costituzione che all’articolo 32 indica che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività…».

Anche altre sigle sindacali rappresentate in azienda sono concordi nel dover trovare una soluzione che tuteli i lavoratori del settore e tutti i cittadini in attesa dei treni. «Appare strano che la stessa azienda di trasporto abbia emesso una circolare che obbliga a spegnere il motore degli autobus in sosta al capolinea per non creare inquinamento - spiega Sandro Scodeggio della Filt-Cgil - mentre non sono previsti analoghi accorgimenti, quali lo spegnimento del motore del treno o l’assegnazione di un binario distante dall’atrio, in modo da evitare disagi ai passeggeri, ai commercianti e a chi frequenta la stazione ferroviaria per ragioni di lavoro». Considerazioni che sono condivise da Damiano Montanari (Uiltrasporti) e da Angelo Centonze (Faisa Cisal).

Stefano Balboni