Il valore aggiunto torna positivo dopo 5 anni

Più 0,6% quest’anno ma le aziende ancora soffrono. Crollo dell’export, è l’effetto Vm

Quest’anno l’economia provinciale tornerà in positivo, con il valore aggiunto che crescerà di 0,6%. E il primo segno più dal 2011, che resta comunque di poco al di sotto della media regionale e che l’anno prossimo migliorerà di un altro passettino, attestandosi al +0,9%. Dal punto di vista tecnico è il segnale dell’uscita dalla doppia crisi iniziata nel lontano 2008, secondo le previsioni della Camera di commercio, ma la spinta è ancora troppo flebile per incidere sul tessuto imprenditoriale: -179 unità recita infatti il saldo tra neo imprese e cessazioni, nei primi 11 mesi dell’anno, il dato peggiore dal 2012. Pesani gli andamenti pesantemente negativi di agricoltura e soprattutto costruzioni, la cui crisi sembra davvero non avere fine, mentre alloggio-ristorazione guida la lista dei settori in espansione. «Non è detto che questo sia l’indicatore della salute dell’economia, perché a volte chi chiude è una realtà storica e di dimensioni maggiori di quelle che aprono. C’è però da segnalare - fa presente Mauro Giannattasio, segretario camerale - che sono in crescita le società di capitale, e anche le unità locali con sede fuori provincia». Il saldo è positivo soprattutto grazie alle nuove forme di società a responsabilità limitata, mentre perdono terreno le società di persone e le imprese individuali. Diffusi i cali nelle imprese giovanili, parziale tenuta per le aziende femminili e aumentano le iscrizioni delle imprese straniere.

L’indicatore che più colpisce nelle elaborazioni camerali, però, è probabilmente il crollo dell’export ferrarese. Al 30 settembre, infatti, siamo a -14,2% sui primi nove mesi del 2015, unica provincia in regione ad avere un segno negativo con Ravenna (-3,2%). I paesi “responsabili” di questo crollo sono Cina, con -20,4%, e soprattutto Stati Uniti, con un impressionante -47,2%. «Si tratta di un dato dovuto quasi completamente alle performance di una grande azienda dell’automotive, e questo ci fa riflettere sulla condizione della nostra manifattura» hanno commentato il presidente Govoni e il segretario Giannattasio. Il riferimento è alla Vm di Cento che sta attraversando una fase delicata. Cresce invece l’export nei confronti della Germania, che resta il principale partner commerciale delle nostre imprese, e dell’Ue in generale.

In linea con questi dati c’è il nuovo boom dell Cassa integrazione ordinaria, +518,2% quanto a ore autorizzate da gennaio a ottobre, e anche la straordinaria è in crescita (+39,4%). Sostanzialmente invariati i fallimenti, mentre le liquidazioni volontarie e gli scioglimenti sono state 65 in più tra gennaio e ottobre 2017, +26,3%.