«Ferrara discriminata. Ora la rabbia è dilagante»

Cappellari (Amici): quella che è mancata è la volontà politica, ora rimediare Tarroni (Azzerati): la soluzione Mps è quella che vogliamo per la nostra banca

FERRARA. «Fatico a trovare una parola per definire lo stato d’animo dei risparmiatori Carife...diciamo che c’è una rabbia dilagante per quello che si poteva fare e invece non è stato fatto per trovare una soluzione al caso Carife». Mirko Tarroni, coordinatore degli Azzerati Carife, si accontenta di “rabbia dilgante”, che però non è sufficiente a esprimere il malessere che prova chi si è sentito raccontare frottole da più di un anno. Cose del tipo il Fondo interbancario non può intervenire, l’Europa non vuole, il governo non può, sono aiuti di Stato, bisogna prima recepire il bail-in poi forse si può fare, e invece no, eccoti servito il Salvabanche che tutela i risparmi e i posti di lavoro, adesso vediamo se si possono rimborsare gli obbligazionisti, non tutti però e non per intero, per gli azionisti invece non c’è proprio niente da fare...Avanti così, finchè davanti allo spettro di una catastrofe finanziaria innescabile da un conclamato patatrac del Monte dei Paschi di Siena tutto questo castello di parole e giustificazioni si sbriciola. E quello che prima non si poteva fare adesso è fattibile: un aiutone di Stato da 5 miliardi dentro un fondo Salvarisparmi da 20 miliardi con tanto di decreto del governo emesso 13 mesi dopo il decreto Salvabanche che di euro non ne sganciava mezzo.

Marco Cappellari, presidente degli Amici Carife, è uno che si domina, ma di questo passo anche lui perderà l’autocontrollo. «Paghiamo le conseguenze di una discriminazione inaccettabile» dice. Per poi passare a elencare «i fatti, solo i fatti» che hanno costellato il caso Carife e il caso Mps.

Trattamento Carife. «Vecchia Carife e Mps, pur avendo dimensioni diverse, avevano lo stesso problema di ricapitalizzazione. Carife nel 2009 è stata posta sotto vigilanza di Bankitalia, che nel 2010 è stata rafforzata, nel 2013 la banca è stata commissariata, nel luglio 2015 è stato decisa una ricapitalizzazione da 300 milioni di euro a opera del Fitd che non è stata attuata, il 22 novembre 2015 è arrivato il Salvabanche che nulla ha salvato, c’è stata la risoluzione di Carife, gli investimenti di 28mila azionisti sono stati inesorabilmente cancellati, i risparmi di 4.100 obbligazionisti sono stati azzerati, per poi correre parzialmente ai ripari, ma non per tutti: niente per una quota di obbligazionisti, l’80% di rimborso per chi sta dentro certo parametri, ma non per chi ha trasmesso le obbligazioni a moglie e figli. Sette anni di supplizio, zero aiuti di Stato e adesso anche la botta di 400 possibili licenziamenti».

Trattamento Mps. Ora Cappellari tratta il caso Mps: «Nessun commissariamento per questa grande banca da lungo tempo malata, nessuna risoluzione, nessun licenziamento. Ora però il governo interviene con 5 miliardi di denaro pubblico, anzi la prego scriva cinquemila milioni di euro così risalta meglio differenza con i 300 mila, per altro messi dal Fondo Interbancario, che sarebbero bastati per rimettere in carreggiata Carife. E in tutto questo gli azionisti Mps hanno ancora le loro azioni, gli obbligazionisti retail saranno rimborsati al 100% e quelli istituzionali al 75%».

Il gigante e la bambina. «Abbiamo capito una cosa - dice Cappellari traendo la morale da questa favola bancaria - che quando c’è la volontà politica si risolvono non solo i problemi piccoli come quelli di Carife, ma anche problemi giganteschi come quelli di Mps. Il governo ha agito in modo diverso e i risparmiatori di Carife ne escono fortemente discriminati. È venuto il momento di rimediare a questa serie impressionante di errori e omissioni, che hanno arrecato un danno all’economia ferrarese, a migliaia di famiglie, a 32 mila clienti di Carife».

Il decreto Salvabanche-bis o Salvarisparmi del 23 dicembre ha messo nel piatto 20 milardi a tutela del sistema bancario ed è anche lì che gli Amici Carife e con loro tanti risparmiatori hanno messo gli occhi: «Ci aspettiamo che almeno un rivolo di questo enorme flusso di denaro pubblico venga convogliato su Ferrara. Per ora campiamo di promesse, come quella del viceministro Morando per gli azionisti (la moral suasion sul futuro acquirente ) o quella del sottosegretario Baretta per i mille obbligazionisti retail tagliati fuori dai rimborsi».

Una testa così. Mirco Tarroni rincara la dose: «Ci hanno fatto una testa così sulle obbligazioni trattate alla stregua di investimenti speculativi, anche se quelle di Carife rendevano meno dei titoli di Stato. Con questo ragionamento hanno tagliato fuori gli obbligazionisti istituzionali e professionali e ammesso al rimborso solo i piccoli a patto che stessero dentro certi parametri patrimoniali o di reddito. Ora il governo per Mps imborsa il 75% perfino agli investitori istituzionali. Sia chiaro noi Azzerati Carife non abbiamo niente contro questi criteri, quello che si fa per Mps è proprio quello che abbiamo chiesto per Carife. Ma nulla è stato fatto, si è perso solo tanto tempo e tante occasioni».

Sia Tarroni che Cappellari, sentiti al telefono separatamente, annunciano imminenti reazioni per ristabilire giustizia. Le modalità verranno decise in incontri e riunioni che si terranno all’inizio del 2017.