Rievocazioni storiche, tutelati gli eventi “doc”

Passo in avanti in regione del disegno di legge: un albo per le associazioni Braghiroli (Aerrs): «Contributi anche per la conservazione dei costumi»

Buone notizie per il mondo del palio e della rievocazione storica. Dopo la deposizione presso la Regione Emilia Romagna, il 29 luglio, del disegno di legge sulle rievocazioni storiche, firmato tra gli altri dalla consigliera regionale Marcella Zappaterra (prima firmataria) e dal segretario regionale del Pd Paolo Calvano, il testo ha fatto un ulteriore passo in avanti. È stato infatti accolto (11 sì dal Pd, astenuti M5s e Lega Nord ) e in gennaio il disegno di legge tornerà in aula, e l’assemblea conta di licenziarlo tra gennaio e febbraio.

Lo scopo del ddl è valorizzare e sostenere le rievocazioni storiche e tutto il mondo collaterale, vale a dire il gioco della bandiera, il tiro con l’arco e la balestra, giochi d’arme e tornei, la danza e la musica. Il progetto di legge intende anche sostenere il buon uso e la conservazione dei costumi tipici dell’epoca. Il progetto di legge prevede l’istituzione di un assessorato competente, al quale le associazioni possono iscriversi, purché la manifestazione sia attiva da due anni, l’attività svolta sia documentata con foto , si presenti uno statuto e un atto costitutivo. Le manifestazioni iscritte all’albo, potranno poi essere caratterizzate da un logo con la scritta “Manifestazione storica della Regione Emilia Romagna.”

Le associazioni iscritte potranno avvalersi di contributi stanziati dalla Regione per realizzare le manifestazioni storiche. I contributi regionali valgono anche per progetti di conservazione, restauro e integrazione dei costumi e delle attrezzature. A tal fine, i capitoli del bilancio regionale, avranno a disposizione 150mila euro all’anno, per gli anni 2017, 2018, 2019. Per conoscere più a fondo l’importanza di questo ddl, abbiamo rivolto alcune domande a Giannatonio Braghiroli, presidente Aerrs (Associazione Emilia Romagna Rievocazioni Storiche).

Perché è nata la necessità di una legge regionale che valorizzi le manifestazioni storiche?

«L’Emilia Romagna è ricca di eventi rievocativi di grande spessore e qualità, eventi capaci di attrarre un gran numero di turisti e appassionati. Siamo però consapevoli che, soprattutto nel periodo estivo, si spacciano per rievocazioni storiche belle e attraenti sagre, che nulla hanno però a che fare con la rievocazione. Da qui un impegno forte nel promuovere una legge che qualifichi, regolamenti e tuteli gli eventi realmente rievocativi. La legge prevede un albo o registro delle Associazioni di Rievocazione Storica, a tutela delle stesse manifestazioni».

Quali saranno i requisiti che dovranno possedere le associazioni che volessero registrarsi?

«Per le associazioni sarà un iter snello e veloce: dovranno essere di promozione sociale,comprovare le loro rievocazioni con fonti storiche e documentare con foto o altro la periodicità dell’evento. Saranno poi la stessa giunta regionale,con i suoi delegati, e Aerrsa farsi garante dei requisiti».

La Regione concederà un contributo?

«Sì, è stato definito al momento un finanziamento di 150mila euro, e questo è un ottimo segnale».

È previsto un coinvolgimento delle scuole?

«Questo è uno degli aspetti qualificanti della legge, e che trova ancora una volta Ferrara capofila, in quanto si promuove il coinvolgimento del mondo delle scuole e lo stimolo all’apprendimento della storia che affonda le sue radici nel territorio, e che spesso è solo sfiorata dai testi. L’Ente Palio già da 20 anni realizza questo, insieme agli istituti comprensivi e all’amministrazione comunale, proponendo agli studenti la storia del Palio e di Ferrara. Da qui è nato anche il progetto con il Dosso Dossi per la realizzazione dei 4 Palii».

Qual è il ruolo di Aerrs nella nascita della proposta di legge?

«Questa è una legge fortemente voluta dall’associazionismo storico emulano romagnolo, per questo abbiamo già avuto incontri dal 2013 in regione, portando il nostro contributo anche in altri ambiti, come la collaborazione con il servizio veterinario per la tutela del benessere animale nelle corse e nei palii arrivando primi in Italia a emettere un regolamento preso ad esempio anche dalle altre regioni».

Veronica Capucci