Si tratta su soldi e tagli Qualche passo avanti

Da legge di Bilancio e Fitd qualche milione in più per gli incentivi all’esodo Spiragli sulla riduzione di “quota 400”. Stamane il documento aziendale

La seconda versione del documento-base per un possibile accordo sui 400 esuberi Carife, dopo che la prima non era stata presa in considerazione dai sindacati, era attesa per ieri pomeriggio alle 17.30. Ma dopo un’interminabile mattinata di trattative con l’ad Giovanni Capitanio, e una maxi-sosta pranzo per riflettere tra di loro, i rappresentanti dei lavoratori hanno ricevuto la comunicazione che è tutto rinviato a questa mattina alle 9.30. «Sarà una giornata molto lunga» è la previsione che si coglieva ieri pomeriggio nella delegazione sindacale, in vista della possibilità di una odierna maratona notturna. In realtà qualche piccolo passo avanti è stato fatto e la possibilità di firmare un accordo non appare più lontana come ad inizio trattativa, anche se non è escluso che si debba andare ai supplementari, cioè al 31 dicembre, e il terreno d’intesa resta scivoloso.

I sindacati hanno ribadito i tre punti considerati irrinunciabili per la gestione degli oltre 300 esuberi extra-prepensionamenti con scivolo a cinque anni: nessun ricorso alla legge 223 sui licenziamenti collettivi ma solo ad esodi incentivati; più fondi per gli incentivi stessi e riduzione del numero complessivo dei posti tagliati. Il primo punto resta il più complicato, perché sarà necessario trovare una formula che consenta di lavorare sugli esodi incentivati senza la mannaia del licenziamento sul capo di tanti lavoratori. Sul secondo ieri si sono fatti passi avanti: niente di clamoroso, in verità, 3-4 milioni trovati nelle pieghe della legge di Bilancio e qualche altro messo a disposizione dal Fondo interbancario, cioè dalle banche. Non basterebbero a coprire le richieste dei lavoratori, cioè l’allungamento a 7 anni dello scivolo dei prepensionamenti e ad oltre due anni di stipendio per l’incentivo all’esodo. Nel complesso l’azienda metterebbe sul piatto una cinquantina di milioni per lo scivolo a 5 anni e gli incentivi, e sarebbe orientata a investire ulteriori risorse non su scivoli più lunghi ma per maggiori incentivi. La delegazione aziendale avrebbe fatto trasparire anche qualche disponibilità ad intaccare “quota 400”, magari scendendo attorno a 350 esuberi, il che consentirebbe anche di spalmare i soldi degli incentivi su di un numero minore di teste. In questo caso bisogna vedere come reagirà Bper, alla quale è stato offerto un pacchetto con l’ipotesi-400.

Il tutto, in ogni caso, dev’essere ancora messo nero su bianco e tra i sindacati si respirava un’atmosfera di attesa e di grande prudenza.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA