Morto a 90 anni il partigiano che diresse la Berco

SI è spento l'ultimo giorno del 2016 Clemente Storti, politico , amministratore, storico locale

SI è spento l'ultimo giorno del 2016 Clemente Storti, politico , amministratore, storico locale. Storti era nato a Viadana, (Mn). Classe 1926, era stato partigiano nelle formazioni cattoliche del Mantovano. Dopo il conflitto, si era trasferito a Copparo (abitava poco fuori Ponte San Pietro, verso Cesta), era diventato funzionario dell'Ente Delta, trasformatosi poi poi Ersa. Fine politico, con una grande ammirazione per il senatore Amintore Fanfani, è stato a lungo consigliere comunale e colonna portante della Democrazia cristiana. Uomo capace di dialogo e di grande finezza politica, fu uno dei protagonisti del passaggio dalla Dc a Partito Popolare. Negli ultimi anni, l'età e le condizioni di salute lo avevano progressivamente costretto a ridurre le uscite ufficiali (era un assiduo, da ex combattente partigiano, delle cerimonie del 25 aprile) ma era un attento osservatore della vita politica locale e non solo, oltre che curatore di un notevole archivio di documenti storici locali, soprattutto giornali. Quando, all'inizio degli anni 60, l'allora sindaco di Copparo Mario Fedozzi requisì, secondo le norme di una legge ottocentesca, la Berco di Copparo che l'allora proprietario Bertoni teneva chiusa in una serrata lotta con il sindacato, fu proprio al giovane funzionario cattolico che affidò la direzione della fabbrica, e fu lui ad ordinare di suonare la sirena e ripartire con la produzione. Oratore irruento , ma politico signorile, fu un punto di riferimento per il mondo cattolico copparese. Sull'epigrafe, solo una parola per definire la sua vita: partigiano. I funerali oggi con partenza dalla camera ardente alle 9.30 e messa nella chiesa di Copparo alle 10. la salma sarà tumulata al cimitero copparese.(a.b.)