Fallimento Capa Ferrara aziende creditrici al bivio

Passivo a 27 milioni, c’è chi teme costi inutili per la domanda d’insinuazione Cavalcoli (Confagricoltura): bisogna partecipare, da noi consulenza gratuita

C’è grande preoccupazione tra le aziende agricole per il fallimento di Capa Ferrara, la cooperativa con sede a Vigarano Pieve con oltre 1.200 soci, che è stata dichiarata fallita il 17 novembre scorso dal Tribunale di Ferrara, innanzi al quale è già stata fissata l’udienza fallimentare per il prossimo mercoledì 5 aprile. Almeno trenta giorni prima dell’udienza fissata in tribunale per l’esame dello stato passivo, le aziende che vantano crediti dovranno presentare domanda ai sensi dell’articolo 93 della legge Fallimentare. «Dopo il danno determinato dal mancato pagamento dei prodotti conferiti negli anni 2012, 2013 e 2014, i produttori temono la beffa di dover sostenere spese per l’insinuazione al passivo, rischiando poi di non percepire nulla - afferma il direttore di Confagricoltura Ferrara Paolo Cavalcoli - ed è per questo motivo che abbiamo deciso di creare un pool di supporto alle aziende associate, in modo da fornire gratuitamente tutta l’assistenza necessaria per quanto riguarda la raccolta della documentazione e la conseguente redazione della domanda». Anche se risulta che i debiti della cooperativa siano ingenti, prosegue Cavalcoli, «a nostro avviso è assolutamente opportuno che le aziende creditrici partecipino al concorso trasmettendo l’apposita domanda, la quale dovrà essere inviata esclusivamente tramite posta elettronica certificata». Le aziende creditrici riceveranno la comunicazione del curatore fallimentare, ma Confagricoltura le invita comunque a prendere contatto per stilare una prima lista.

Il passivo del fallimento è in effetti molto importante: circa 27 milioni di euro, tra i quali 12 di soci e dei fornitori. L’attivo comprende gli immobili strumentali di Vigarano, Scortichino e Felonica (Mn), che sono stati valutati 5-6 milioni, e attualmente lavorano per stoccaggi di Cap Emilia e Capa Cologna, con possibilità di proseguire l’attività grazie anche ad interessamenti da fuori regione. È in sospeso, e verrà affrontato il 19 febbraio alla Corte d’Appello di Bologna, il ricorso dell’azienda contro l’istanza di fallimento. (s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA