Ferrara, mille esclusi anche dall’arbitrato Carife

La proposta di decreto attuativo chiude del tutto le porte ai parenti dei bondisti azzerati. Nuovi emendamenti al Salva-Mps

FERRARA. Il diabolico perseverare del legislatore, cioè il governo, ha riprodotto anche nello schema di arbitrato attualmente all’esame del parlamento lo stesso vizio di fondo del meccanismo dei rimborsi automatici, cioè l’esclusione di chi è entrato in possesso dei bond dai parenti che li avevano acquistati inizialmente. L’esclusione riguarda un migliaio di risparmiatori Carife e nonostante gli sforzi di parlamentari di diversi schieramenti non si è riusciti a neutralizzarla sul fronte Fitd, ormai chiuso. Gli esclusi potranno rivolgersi all’arbitrato, si disse da più parti.

E invece lo schema di decreto attuativo del presidente del Consiglio sugli arbitrati, trasmesso al Senato il 28 dicembre scorso, delimita in questa maniera il perimetro degli investitori interessati: «La persona fisica, l’imprenditore individuale, anche agricolo, e il coltivatore diretto, o il suo successore mortis causa, che ha acquistato gli strumenti finanziari subordinati indicati nell’articolo 1, comma 855, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, di seguito: legge di stabilità per il 2016, nell’ambito di un rapporto negoziale diretto con la Banca in liquidazione che li ha emessi».

È la stessa formulazione che ha portato all’esclusione dai rimborsi automatici dei parenti ai quali sono stati trasferiti bond a titolo gratuito, in quanto transitati per il mercato secondario. «Il Parlamento può apportare modifiche, ma intanto il testo proposto ripropone il problema dei passaggi inter-vivos» è la sconsolata annotazione di Alvise Arguti, azzerato del nuovo gruppo Risparmiatori di Banca Etruria.

Arguti, assieme a Silvia Battistelli e altri, ha di recente lasciato il gruppo Vittime del Salva-banche in dissenso con alcune scelte di quest’ultimo, a partire dall’emendamento sui decreti governativi in fase di conversione. Il nuovo gruppo ha elaborato un proprio emendamento che si propone di cancellare, nel caso dei rimborsi Mps, gli «utili privati per tutti gli obbligazionisti che abbiano acquistato ad un valore inferiore del 100%»: il decreto infatti non distingue tra chi ha comprato a 100 e chi, soprattutto negli ultimi tempi, a 50, prevedendo per tutti il rimborso del valore nominale dei bond. Per questa via si risparmierebbero 370 milioni di euro, parte dei quali potrebbero essere usati per «dare finalmente un rimborso omogeneo ai risparmiatori delle 4 banche». L’emendamento tocca anche gli azionisti di Carife e delle altre tre banche, pure loro azzerati ma senza possibilità di rimborso, prevedendo anche l’emissione di warrant.

Sugli emendamenti si stanno concentrando un po’ tutte le forze politiche, entro il 25 gennaio le posizioni saranno chiarite.

©RIPRODUZIONE RISERVATA