Treno di azzerati «Rimborso totale» Gelo sugli azionisti

Spiragli per riaprire i termini del rimborso automatico agli azzerati delle quattro banche risolte, con Carife in prima fila, già scaduti il 3 gennaio scorso; qualche difficoltà in più per modificare...

Spiragli per riaprire i termini del rimborso automatico agli azzerati delle quattro banche risolte, con Carife in prima fila, già scaduti il 3 gennaio scorso; qualche difficoltà in più per modificare i criteri di accesso concordati a suo tempo con Bruxelles, con la sola possibile eccezione del caso che interessa di più i ferraresi, cioè il passaggio di obbligazioni a figli degli azzerati. Sono queste le indiscrezione che filtrano dal Senato dopo la presentazione degli emendamenti delle forze politiche ai decreti Milleproroghe e Salva-risparmio, e la manifestazione degli azzerati di ieri mattina a pochi passi da Palazzo Madama.

A Roma erano presenti due rappresentanze di risparmiatori ferraresi, i No Salvabanche e gli Azzerati-Amici di Carife, qualche decina di persone con striscioni e bandiere che hanno affrontato la trasferta con Italo: gli ultimi prenotati hanno pagato un biglietto di oltre 100 euro. Hanno avuto la soddisfazione della diretta di La7 da piazza 5 lune, seguendo poi a distanza la visita di una delegazione della quale faceva parte anche la ferrarese Giovanna Mazzoni al presidente della commissione Finanze del Senato, Mauro Maria Marino (Pd). Interlocutoria la sua risposta alle richieste degli azzerati (rimborso totale dei bondisti e forme di ristoro anche per gli azionisti, sul modello Mps): «Troveremo un momento di confronto sia in occasione del Salva-risparmio, sia, soprattutto, la settimana prossima», in occasione delle votazioni sull’arbitrato.

Può confortare gli azzerati il fatto che gran parte delle loro richieste siano state inserite tra gli emendamenti presentati da una pattuglia di senatrici Pd, tra le quali Maria Teresa Bertuzzi, che sono stati elaborati dopo settimane di confronto all’interno della maggioranza e anche con il governo. Si chiede, tra l’altro, che «i parenti entro il primo grado (...) a seguito di trasferimento con atto tra vivi», con l’intento di allargare a questi risparmiatori le procedure di rimborso e anche di arbitrato: questa dicitura, peraltro, lascia qualche dubbio sulla sorte di mariti e mogli. I tetti di reddito e di patrimonio per l’accesso ai rimborsi andrebbero, rispettivamente, portati a 40mila euro e depurati del valore dei bond, e riferiti, nei casi di cointestazioni, ad ogni singolo risparmiatore. È richiesta poi una proroga a giugno, settembre o dicembre del termine per le domande. Il rimborso, infine, salirebbe dall’80 al 95% di quanto azzerato.

Gli emendamenti sono comunque 214, presentati da quasi tutte le forze politiche, mentre sono 12 gli ordini del giorno: la discussione in commissione è già iniziata, entro domani i primi passaggi decisivi in vista del passaggio in aula.

Gelo tra gli azzerati, inoltre, per le parole di Victor Massiah (Ubi), che ha rifiutato di prendere in esame forme di ristoro per gli azionisti di Etruria, Marche e Chieti appena comprate, «non è il nostro ruolo». «Auspichiamo vivamente che chi comprerà Carife non abbia la stessa impostazione - ha chiosato Mirko Tarroni - È importante un impegno in questo senso da parte del governo». (s.c.)

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