Carife, rimborsabili i parenti

Il governo dice sì e riapre i termini. L’Ue si oppone a nuovi tetti. Cappellari (azzerati): tutti all’arbitrato

Gli obiettivi minimi, ma solo quelli, degli azzerati Carife sulla procedura di rimborso automatico sono più vicini. Al termine di una giornata imperniata sulle audizioni e il dibattito in commissione Finanze del Senato, in vista del voto sul decreto Salva-risparmio previsto per oggi, è arrivato il via libera da parte del governo alla riapertura dei termini per le domande e all’ammissione ai rimborsi dei parenti degli azzerati, un migliaio di risparmiatori ferraresi esclusi dalla prima parte della procedura. È stato il sottosegretario Pier Paolo Baretta a rendere noto il parere favorevole dell’esecutivo, mentre è toccato al presidente della commissione, Mauro Marino, comunicare l’opposizione che la Commissione Ue continua a manifestare sulle altre richieste degli azzerati. Rischiano di finire su di un binario morto, in particolare, l’aumento a 75mila e 200mila euro dei tetti rispettivamente sui redditi e i patrimoni degli obbligazionisti ammessi al rimborso; e la quota di rimborso che sale al 95% di quanto perso, rispetto all’attuale 80%. Queste richieste erano state ribadite, in mattinata, da Marco Cappellari (Amici Carife), pure a nome del sindaco Tiziano Tagliani, di fronte ai commissari e ad un gruppo di senatori firmatari degli emendamenti, tra i quali Maria Teresa Bertuzzi. «Siamo amareggiati per l’opposizione a queste richieste - ha commentato Cappellari sulla strada del ritorno - tra le quali va inserito anche lo scomputo delle obbligazioni azzerate. Abbiamo anche espresso la nostra opposizione al testo del decreto arbitrati, perché limiterebbe a pochi casi le possibilità di accesso ai risparmiatori ferraresi. Chiediamo quindi l’ammissione di tutti gli obbligazionisti azzerati che non abbiano potuto rivolgersi al rimborso automatico, senza limitazioni, e anche degli azionisti, sulla scorta di quanto sta succedendo per le altre banche». Marino, peraltro, spera di poter allargare i rimborsi (e di conseguenza l’accesso all’arbitrato, visto che la regola sarebbe la stessa) dai parenti di primo grado, coniugi e more uxorio ai parenti di secondo grado, quindi nonni e nipoti degli azzerati, che abbiano appunto ricevuto gratuitamente i bond.

All’audizione hanno parlato anche Letizia Giorgianni e Silvia Battistelli, rappresentanti di due gruppi delle Vittime del Salva-banche, in fase di riavvicinamento dopo le divisioni delle scorse settimane proprio sugli emendamenti da presentare al decreto Salva-risparmio. Hanno chiesto rimborsi per tutti, senza passare per l’arbitrato. Giovanna Mazzoni, la ferrarese del No Salva-banche presente all’audizione, ha fatto presente un particolare: «Nel mio fissato bollato, per l’acquisto dei bond 2006, non c’era scritto che si trattava di obbligazioni subordinate». Tutta materia per l’arbitrato. (s.c.)

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