La Sipro vuole fare la “calamita”

L’amministratore Orsatti: clima cambiato, saremo attrattivi anche per l’estero

La Sipro-Agenzia di sviluppo è stata fin dalla sua nascita la “bambinaia” dell’area Pmi, con l’obiettivo farla crescere bene edificando e vendendo più lotti possibile. Il tema di una nuova fase di sviluppo di quell’area, come di altre sparse per il territorio provinciale, è da un mese e mezzo nelle mani di Paolo Orsatti, la cui nomina ad amministratore unico della Sipro è stata annunciata dal sindaco Tiziano Tagliani alla conferenza stampa pre-natalizia. Orsatti sta ancora mettendo a punto le linee strategiche del proprio mandato, ma qualche anticipazione sul piano anti-deindustrializzazione la fornisce: «La Sipro, questo è il mio intendimento, non deve più essere parte passiva dello sviluppo industriale, quella che attende cioè l’arrivo dell’imprenditore al quale vendere l’area, ma parte attiva. Deve cioè diventare capace di attrarre nuova imprenditorialità, e per questo deve muoversi nei luoghi di promozione, nelle fiere specializzate, anche a livello internazionale. Penso alla Pmi ma anche alle altre aree della provincia». Concetti a dire il vero non nuovi, da parte dei vertici della Sipro, ma secondo Orsatti («non intendo fare confronti con le gestioni passate» sottolinea) il clima sta cambiando in positivo, facendo pensare alla possibilità di ottenere risultati concreti: «Oggi sottoscriverò il secondo rogito da quando mi sono insediato, si tratta di un risultato non trascurabile che a mio avviso segna una novità: il contesto economico sembra in fase di cambiamento, dopo l’interminabile crisi, quindi c’è attenzione nei confronti di chi può offrire opportunità d’insediamento».

Sipro ha come soci tutti i Comuni del Ferrara, Provincia, Camera di Commercio, Cassa di Risparmio di Ferrara, Cassa di Risparmio di Cento e Monte dei Paschi di Siena. I suoi obiettivi sono tre: attrattività d’impresa, promozione dei fondi europei e promozione del sistema territoriale. È chiaro che per contrastare la crescita delle “macchie di ruggine”, piccole rust belt , bisognerebbe mettere in campo anche altri strumenti.