Il boom dei turisti cinesi fa litigare Comune e Ascom

I 23mila arrivi del Dragone snobbati dai commercianti: non portano ricchezza Tagliani ironizza, il vicesindaco Maisto: commenti strani, segno più ovunque

E’ polemica tra Comune e Ascom: di mezzo c’è la Cina e il turismo in città. L’anno scorso si è affacciato un significativo boom di arrivi dal paese del Dragone, eppure la cosa fa storcere il naso a qualcuno, che pesa differentemente la quota asiatica sulle presenze straniere complessive comunque in aumento. «Ho letto un post del direttore dell’Ascom - dice l’assessore Massimo Maisto - secondo cui la crescita è dovuta ai cinesi. Certi commenti sono strani perché invece siamo di fronte a un segno più in larga parte nazionale, con un +10% di turismo italiano e un +3% dall’estero. Non capisco dove sia il problema». Davide Urban non c’era in municipio per la conferenza di presentazione dei dati, tuttavia devono essergli fischiate le orecchie. «Vedo che il post ha funzionato - esordisce al telefono il dirigente Ascom - ma ci si agita per nulla. Leggendo i numeri saltano all’occhio i 23mila cinesi del 2016: peccato che pernottino in prima periferia e con un budget limitato non portano ricchezza al centro storico». Gli diciamo che il sindaco Tagliani un’ora prima lo aveva apostrofato in maniera colorita: «Se vuole metterla sull’ironico - replica Urban - sappia che lo sono anche io e che le provocazioni mi stimolano ulteriormente. Continueremo comunque a collaborare per il bene di Ferrara». Sulla baruffa incide probabilmente il fatto che i turisti cinesi sono in prevalenza ospitati da un paio di strutture alberghiere associate a Confesercenti. «Arrivano di solito alle dieci di sera e ripartono alle sei di mattina, senza vedere nulla di Ferrara: per loro è una città pivot che si trova tra mete come Venezia o Bologna», dice Nicola Scolamacchia di Asshotel-Confesercenti.

Gli altri commenti sono perl e statistiche, positive, sul turismo in città. «Ferrara - sottolinea l’assessore regionale Andrea Corsini - ha un tasso di crescita in media superiore al resto dell’Emilia-Romagna. La nuova Destinazione Turistica Romagna da realizzare con Ravenna sarà una grande opportunità con pochi eguali». Maisto punta a far lievitare le 425.244 presenze dell’anno passato (sui livelli precedenti a terremoto e crisi economica) verso l’asticella del mezzo milione. «Serviranno forti investimenti - aggiunge Tagliani - in tema ambientale per connettere città, Parco del Delta e costa. Buoni i dati sui piccoli musei: significa che Ferrara è attraente anche quando non ci sono grandi manifestazioni». In controtendenza la lunghezza del pernottamento medio in albergo, 1,8 notti rispetto alle due del 2015. Pesa la concorrenza di bed&breakfast, piccoli appartamenti e lo sharing di Airbnb, oltre al mercato freddo della clientela business e più in generale la tendenza in via di consolidamento al “mordi e fuggi”.

Fabio Terminali