XII Morelli piange per il piccolo Michael

A soli 6 anni è morto il bambino affetto da una rara malattia genetica. I genitori: «È stato un leone fino all’ultimo giorno»

XII MORELLI. L’avevamo incontrato la prima volta nel dicembre del 2013. Michael Sanguin di XII Morelli aveva tre anni e una patologia rarissima, la malattia metabolica mitocondriale, per la quale non c’era e non c’è alcuna cura, anche se la famiglia lo ha portato due volte a Vienna per il trapianto di cellule staminali che aveva portato dei miglioramenti. Ma poteva bastare una semplice malattia per portarsi in cielo questo piccolo angelo e così è avvenuto. Ieri attorno alle 8 Michael non riusciva più a respirare, causa di una influenza che inizialmente non pareva troppo grave, ma in seguito ha provocato ben cinque focolai ai polmoni e l’impossibilità a mangiare. Poco dopo la breve e sofferta vita di Michael è terminata, provocando il cordoglio di un’intera comunità, quella che da subito lo aveva adottato, partecipando numerosa alle iniziative organizzate per raccogliere fondi.

A oltre tre anni di distanza ieri siamo tornati nell’abitazione della famiglia Sanguin. Stavolta di Michael abbiamo trovato le foto e i tanti ricordi di Gloria e Manuel, dei suoi nonni e degli amici dei genitori arrivati per portare conforto ai genitori. «Dopo tante battaglie - ci racconta mamma Gloria -, non aveva più energie. Almeno è morto in casa, tra le braccia di sua madre, non in un letto di ospedale. Michael era forte, un leone, altrimenti non avrebbe lottato così per sei anni». «Se ne è andato con grande dignità - aggiunge papà Manuel –, lottando fino all’ultimo dopo una vita che nessuno merita di passare così. L’avevo capito che era una giornata no, me lo aspettavo. D’altronde era talmente dimagrito che lo alzavo con tre dita...».

Mentre parliamo con i genitori i fratelli maggiori di Michael, Fabian di 11 anni e Samuel di 8, ancora non lo sanno, mentre era a casa Arianna, la sorellina di neppure 5 anni. «Nel trambusto è andata in casa dai nonni - dice Gloria -, ma ha capito perché mi ha chiesto se Michael è morto e poi quando poteva rivederlo e io non ero pronta per darle una risposta. Dopo ha voluto baciarlo, anche se ormai era morto». «Sarà dura dirlo ai fratelli - spiega il padre -, gli volevano tanto bene e Fabian ormai era come un baby sitter, sapeva le posture in cui doveva mettere Michael ed è molto sensibile, tratta con lo stesso amore un compagno di classe malato».

Il personale del 118 ieri ha provato a salvare il piccolo Michael, ma c’era nulla da fare... «È stato un lungo intervento, dicono che per i bimbi bisogna tentare anche un’ora, ma non ce la facevo più a vederlo così. Poi non l’avrei più lasciato, volevo portarlo io alla camera mortuaria».

«Siamo stanchi ma dovremo trovare le energie - interviene Manuel -, perché abbiamo altri tre figli e la necessità di staccare, fare qualche giorno via insieme. Sono stati anni pesanti, non ricordo notti in cui abbiamo dormito più di 3-4 ore a fila, Michael ci svegliava con urla da film horror, chissà cosa succedeva nella sua testa e nel suo corpicino. In compenso i fratelli possono dormire anche con le bombe ormai... Abbiamo tre figli a cui pensare e Michael sarà sempre con noi».

Resta un forte legame con la comunità, che aveva adottato Michael. «Ringrazio davvero tutti, i messaggi e le chiamate sono già tantissime. Abbiamo ricevuto l’aiuto incondizionato di tutte le persone di XII Morelli, Cento e dei paesi vicini, oltre alle associazioni presenti alle varie iniziative di solidarietà. Per Michael avevamo fondato un’associazione con un conto corrente in banca: quel denaro lo utilizzeremo per aiutare altra gente che soffre e continueremo ad organizzare eventi in ricordo di nostro figlio. Lascia un grande vuoto - chiude Gloria - ma di una cosa sono certa: ora il nostro bambino non soffre più».

I funerali di Michael dovrebbero essere fissati oggi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA