Turisti cinesi da una notte «È l’inizio, ora investiamo»

Il direttore dell’hotel che ospita bus in transito: riempiono e pagano le tasse Possono essere loro a far conoscere la città in Cina, basta promuoverla

Ferrara ha tutte le caratteristiche per diventare una meta fissa del turismo cinese, con ricadute potenzialmente enormi sull’indotto, ma deve sfruttare meglio la fortunata posizione geografica a metà tra Firenze e Venezia, che la sta già rendendo tappa notturna dei torpedoni del Dragone. «Grazie a questa sola caratteristica, la posizione geografica, abbiam o decine di migliaia di arrivi cinesi all’anno, che riempiono gli alberghi e pagano la tassa di soggiorno: per fare il salto di qualità servono investimenti» dice Carlo Fabbri, direttore dell’hotel Palace Inn di via Eridano. Si tratta della struttura che ha aperto la strada ai turisti cinesi in città, «da quattro anni siamo nel circuito China Friendly, che partecipa alle principali fiere turistiche cinesi, e ci garantiamo 200 giornate all’anno 50-60 presenze: quali tour operator può fare altrettanto su Ferrara?» si chiede l’albergatore. I risultati di questo lavoro si vedono già: oltre ai pullman che si fermano per la notte, cominciano a vedersi altre tipologie di visitatori cinesi, come le delegazioni che fanno base da noi per partecipare alle fiere di Bologna, o i primi turisti individuali. «Il mercato cinese è potenzialmente il più importante del mondo, anche dal punto di vista turistico, ed averlo agganciato in qualche maniera senza praticamente investimenti è un risultato da non sottovalutare - incalza Fabbri, con riferimento alle polemiche tra Ascom e Comune sulle presenze non produttive di turisti cinesi - Se poi si decide di puntarci qualcosa, magari con una strategia che tenga conto delle differenze anche culturali dei turisti cinesi rispetto a quelli occidentali, i frutti non tarderanno». I cinesi sono ormai i maggiori frequentatori di musei internazionali come Moma o Louvre, e già oggi hanno superato le altre nazionalità quanto ad arrivi turistici in città.

Oggi, non vi è dubbio in proposito, la loro presenza fa crescere le statistiche turistiche ma porta benefici ridotti all’indotto, in particolare quello del centro cittadino. I pullman cinesi sono in genere tedeschi o sloveni, in quanto le comitive arrivano generalmente all’aeroporto di Francoforte: in Germania i visti turistici vengono loro concessi con grande facilità e rapidità, infatti, mentre il sistema di rilascio dei visti italiano nei confronti della Cina è ancora farraginoso, e i tempi di rilascio si contano in mesi. Dalla Germania i turisti del Dragone scendono verso la penisola, che resta una delle loro mete preferite in assoluto, e invece di fermarsi a dormire nelle costosissime Venezia, Bologna e Firenze, trovano comodo e conveniente dal punto di vista economico sostare per la notte a Ferrara. In via Eridano arrivano di solito dopo le 20 (l’altra notte anche verso le 21), cenano lì attorno o facendo acquisti nei market, pernottano e la mattina dopo ripartono verso le 7.30, subito dopo colazione. «Basterebbe convincerli ad un rapido passaggio in centro, che partirebbero verso la Cina centinaia di fotografie con il Castello, corso Ercole d’Este, le Mura: migliore promozione delle bellezze ferraresi non ci potrebbe essere, a costo zero tra l’altro» è il ragionamento di Fabbri.

L’idea è di cominciare a ragionarci in concreto, dopo che negli anni scorsi ci sono stati solo contatti sporadici con l’amministrazione. Questo flusso in transito va sfruttato in maniera migliore rispetto a quanto successo negli anni scorsi con i giapponesi, attirati a Ferrara Nord da un market di grandi firme messo in piedi da una società veronese.

Stefano Ciervo

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