Azionisti Carife, Consob come ultima speranza

Nemmeno i ritocchi parlamentari aprono ai soci le porte degli arbitrati Anac Bertuzzi (Pd): resta una strada aperta per chi ha comprato per il mutuo o il fido

Neanche nelle indicazioni parlamentari al governo sul decreto arbitrati Anac si aprono spiragli per gli azionisti Carife, e così l’unica strada aperta ai 28mila ex soci resta quella dell’arbitrato Consob, in alternativa alle lunghissime cause civili. «Il nostro parere era incardinato nel decreto del Presidente del Consiglio sugli arbitrati, che parlava espressamente dei soli obbligazionisti, quindi non si poteva allargare l’ambito - è la spiegazione della senatrice Maria Teresa Bertuzzi (Pd) - Ho avuto però conferma, anche dal presidente della Commissione finanze (Mauro Marino, ndr), che la strada dell’arbitrato istituito di recente presso la Consob è praticabile, da parte degli azionisti che ritengono di essere stati raggirati. Qualche esempio? Chi è stato indotto ad acquistare azioni per poter accedere ad un finanziamento o un mutuo». Su questi aspetti non ci sono ancora riscontri da parte di risparmiatori o aziende, per quanto riguarda Carife, mentre se n’è parlato molto nei casi delle altre banche risolte e delle popolari venete.

Nel parere delle Camere sul decreto arbitrati si legge, tra l’altro, che «il dato letterale delle norma non esclude, per il ricorso alla procedura arbitrale, che il detentore delle obbligazioni acquistate da un intermediario che ha violato gli obblighi d’informazione, diligenza e trasparenza, abbia la facoltà di presentare istanza e il diritto ad una valutazione di eventuali violazioni». C’è insomma la richiesta di allargare la platea degli arbitrati anche a chi ha comprato non in banca. Ora toccherà al governo recepire o meno queste indicazioni, prima di varare definitivamente il provvedimento senza ulteriori passaggi parlamentari. (s.c.)

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