Azionisti Carife sentenza cruciale

In aprile il tribunale delle Imprese decide chi deve risarcire Federconsum: arbitrati solo se è responsabile Nuova Carife

Tra gli azionisti azzerati di Carife e le speranze di ottenere almeno un parziale rimborso, c’è sempre un ostacolo di troppo: chi deve pagare gli eventuali risarcimenti. La strada indicata dalla senatrice Maria Teresa Bertuzzi (Pd), cioè l’arbitrato Consob, è infatti la più veloce e priva di costi, ma prima d’imboccarla è meglio attendere rassicurazioni sul fatto che possa essere chiamata a rispondere Nuova Carife, ovvero in futuro Bper, piuttosto che la vecchia banca in liquidazione. Questo, quantomeno, è il consiglio di Federconsumatori: «Abbiamo letto le dichiarazioni della senatrice a proposito dell’arbitrato Consob - precisa il presidente Roberto Zapparoli - e siamo d’accordo che si tratti dello strumento più alla portata degli azionisti Carife. Il problema resta quello che ancora non si conosce il “legittimato passivo”, cioè il soggetto chiamato a risarcirli. È chiaro, infatti, che se le richieste venissero dirottate sulla vecchia banca in liquidazione, non varrebbe nemmeno la pena di attivarsi, poiché le possibilità di ottenere qualcosa sarebbero quasi nulle. Una prima indicazione in merito l’attendiamo tra aprile e maggio, con la sentenza del Tribunale delle imprese di Bologna sulla richiesta di risarcimento avanzata da un azionista azzerato per circa 20mila euro». La causa è stata avviata da Federconsum un paio di anni fa, prima addirittura della risoluzione, ed evidentemente non è priva di costi: tutto il contrario dell’arbitrato Consob, che è una procedura informatica senza oneri per il risparmiatore e con 7 mesi di tempo per arrivare a conclusione. Nel caso dell’Acf è sufficiente presentare richieste inferiori a 500mila euro e dichiarare di non aver in corso altre procedure giudiziarie per quel pacchetto di azioni. Condizione preliminare è aver inviato la lettera di messa in mora alla banca e aver atteso i canonici 60 giorni della risposta. «Abbiamo già inviato un migliaio di lettere per tutte le procedure di arbitrato» è la contabilità di Zapparoli.

Federconsum esprime un giudizio complessivamente positivo sulle modifiche al Salva-risparmio, «grazie alla mobilitazione dei risparmiatori si è ottenuto di riaprire i termini dei rimborsi e allargarli ai parenti fino al 2º grado. Certo, i risparmiatori Mps sono stati trattati in maniera diversa» conclude Zapparoli. (s.c.)

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