Francolino, il rischio dell’isolamento per il paese attaccato al Po

Molti interventi, c’è l’amore per la propria terra ma anche la voglia di migliorare Un monito al Comune: «Non pensi solo a Ferrara, la periferia non va dimenticata»

Francolino, il timore dell'isolamento

FRANCOLINO. Ma lo sanno, i residenti di Francolino, che abitano a pochi metri dal fiume più grande d’Italia? Certo che lo sanno, ma spesso lo dimenticano. Il Po scorre lì, ad una decina di metri dalle abitazioni più vicine all’argine. «Parliamo anche delle cose belle?», certo, certo. Perché non parlare delle cose belle. L’incontro col “Caffè della Nuova” fa tappa a Francolino.

Paese storico, non fosse altro perché di confine. «Sì - si ode dal fondo della saletta che gentilmente il bar Sport ci “regala” per un paio d’ore, - paese dormitorio, più che altro». Luca Traini, il direttore de la Nuova Ferrara, è bersagliato da domande e interventi: «Siamo qui per conoscervi e conoscersi - dice il direttore - , siamo qui per ascoltare le vostre storie, le vostre esigenze, le vostre richieste. Mi fa molto piacere constatare che siete tanti». Ghiaccio rotto, si può partire. Perché dormitorio? «Perché ormai - salta su un altro residente . qui molte famiglie vengono soltanto per dormire perché i figli studiano o lavorano altrove e loro, i genitori, lavorano a Ferrara o da altre parti. Quindi, ecco spiegato il perché». Chi prende casa a Francolino sa di avere anche alcuni vantaggi: sei in piena campagna, ma a pochissimi chilometri dalla città; le stesse case costano meno, ma offrono la possibilità di maggiori spazi. Cose naturali. Morfologia dei territori. Un residente che siede un paio di posti dopo di noi introduce un tema interessante, ma la mette giù così così: «Mancano i posti in cui trovarsi - dice - , luoghi di incontro».

Ma cosa intende? «Luoghi dove le persone possono incontrarsi. Qui ci stiamo incontrando certo, ma questo è un bar, ha una gestione privata pur essendo locale pubblico». C’è subito chi gli controbatte: «E chi gestisce una eventuale area aperta?». La parrocchia? Un’associazione? A proposito di associazioni, poi ne racconteremo una bella. Problemi? Si apre il quaderno dei dolori: «Gli alberi di via dei Calzolai - sbotta una signora - , il loro fogliame dà fastidio a chi circola con l’auto perché rende l’asfalto delle strade viscido». D’accordo, ma non si possono tagliare tutti i platani del mondo? No, ovvio, ma fare manutenzione alle piante quello sì. «E allora, visto che parliamo di strade - introduce il tema un altro cittadino - perché non diciamo che sulla strada principale (che poi è quella sui si sviluppo l’intero paese, ndr) servirebbero dei dossi, quelli che vengono messi per costringere gli automobilisti a rallentare la velocità». Giusto, grida uno.

«Ma se sono anni che qui il Comune (quello di Ferrara, ndr) non fa un investimento». Vi sentite messi da parte? Avvertite il disagio di abitare in periferia? Insomma, a Ferrara cittadini di serie A, qui di serie B? «Quasi quasi». Eppure non è vero, o almeno le cose non stanno tutte così. Perché (presente chi scrive) il Comune pochi giorni fa qui era presente ad un incontro pubblico con 2 assessori. «Sì - aggiunge un francolinese - però ad esempio qui la Polizia municipale la vediamo molto raramente». Problema furti anche qui da voi? «Eccome, s’immagini. Furti ne avvengono come in altre parti del territorio».

Si rischia l’isolamento. Cioè? Si va da un argomento all’altro, ma è del tutto naturale in questo genere di incontri. Isolamento, cioè? «Cioè? - chiede l’interlocutore di turno - , ad esempio non c’è un autobus che arriva qui a Francolino. C’è una corriera, ma ha orari non buoni per noi». Chi è più vicino (chi conosce meglio le vicende del Palazzo) aggiunge: «Lo sai quanto dovrebbe spendere il Comune di Ferrara per fare arrivare una linea di autobus a Francolino? Ottocentomila euro».

Mamma mia, quanti soldi. Ma ne varrebbe la pena? «Poco, se non nulla - aggiunge il bene informato - , perché mancano i numeri per quanto riguarda l’utenza, cioè non ci sarebbero abbastanza utenti/passeggeri per giustificare la creazione di una linea di bus che arrivi a Francolino. C’è poco da dire, la cosa è così». E quanto a scuole, come andiamo? Ecco che torna quel discorso lasciato indietro prima. A Francolino le scuole (come grado) arrivano fino alle primarie, quelle che poco tempo fa si chiamavano elementari. Ma in Italia ogni tanto bisogna cambiare nome a tutto, altrimenti non stiamo bene. Salvo cambiare ben poco nella sostanza. Ma questa è un’altra storia. Ebbene, alle primarie funziona un doposcuola molto efficiente: è gestito dal comitato genitori che si sono affidati ad un’associazione. Intanto, il dialogo continua ancora per un po’.

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