Pomodoro, i produttori contro il taglio del prezzo

L’accordo per il prezzo del pomodoro da industria è stato trovato, ma i produttori emiliani escono particolarmente scontenti da questo round negoziale. «L’Emilia Romagna rischia di perdere un’altra...

L’accordo per il prezzo del pomodoro da industria è stato trovato, ma i produttori emiliani escono particolarmente scontenti da questo round negoziale. «L’Emilia Romagna rischia di perdere un’altra coltura strategica per il nostro territorio» è il duro commento del presidente regionale di Confagricoltura, Gianni Tosi, che vale a maggior ragione per una provincia al top della produzione come Ferrara. Il prezzo è passato in due anni da 92 a 79,75 euro a tonnellata, «gli agricoltori non possono accettare una decurtazione del prezzo indecente e, oserei dire, inammissibile, pari al 15% - prosegue Tosi - L’agricoltore si accolla di fatto la debacle finanziaria di una filiera produttiva inefficiente perché guidata da Organizzazioni dei produttori incapaci di programmare e tutelare gli interessi e la redditività delle aziende agricole». Le 79,75 euro a tonnellata, tra l’altro, varranno esclusivamente con una produzione non superiore a 1.700.000 tonnellate nel distretto Nord Italia, altrimenti scatterà una penalità di 20 euro a tonnellata, a carico del produttore.
Secondo Giovanni Lambertini, presidente regionale dei produttori di pomodoro di Confagricoltura, «le ripercussioni sul reddito degli agricoltori saranno insopportabili, con quotazioni che si attestano ben al di sotto dei costi di produzione. Ora, però, ci auguriamo che le Op sappiano almeno programmare le superfici coltivate necessarie per ottenere i quantitativi produttivi previsti nell’accordo, al fine di scongiurare lo spettro di esose penali».
«Il prezzo di 79,75 euro a tonnellata è perfino impronunciabile - rincara Mauro Tonello, presidente provinciale Coldiretti - con l’introduzione di cifre centesimali che sanno quasi da presa in giro. Le regole attuali non lascia spazio agli agricoltori, che si ritrovano un accordo firmato dopo che avevano già ordinato le piantine, lavorato i terreni e concimato. Quello che una volta chiamavamo oro rosso, è diventato ruggine. Spero che tutti coloro che non hanno ancora seminato cambino piano colturale». Coldiretti vuole cambiare il sistema delle Op «e introdurre il distretto e regole diverse come l’origine obbligatoria di tutti i derivati del pomodoro e non solo per la passata».
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