Vigili del fuoco al lavoro per recuperare una barca 

Il natante individuato venerdì a Goro poi  l’intervento. Il tenente Vittozzi: «Ora una convenzione con il Comune per contenere i costi»

Recuperato natante affondato a Porto Garibaldi

PORTO GARIBALDI. Barca senza nocchiere trascinata dalle correnti marine e affondata in porto. Questo è l’epilogo di una vicenda cominciata nel pomeriggio di venerdì 10 marzo con l’avvistamento di un natante in balìa del mare dentro il portocanale, recuperato dopo l’affondamento, nella mattinata di ieri, dai sommozzatori di Bologna.
Cristian e Mirko Cavallari, titolari del “Chimera”, imbarcazione dedita alla pesca delle cozze nella sacca di Goro, intorno alle 13.30 di venerdì stavano rientrando in porto, quando hanno scorto un natante senza equipaggio, trascinato dalle correnti marine.

«I miei figli hanno cercato di afferrare la cima di prua della barca - spiega Sante, padre di Cristian e Mirko - però si è spezzata, allora hanno chiamato la capitaneria di porto».
Ma il natante è affondato di lì a poco e mentre la Guardia costiera con il motoscafo presidiava l’area, il comandante dell’Ufficio circondariale marittimo di Porto Garibaldi, tenente di vascello Fabrizio Vittozzi, ha emanato un’ordinanza per impedire la navigazione e l’ormeggio nello specchio acqueo interessato dall’affondamento. «L’imbarcazione arrivava dalle acque interne e non dal mare aperto - dichiara Vittozzi -; a bordo non c’era nessuno e probabilmente si trovava in acqua da parecchio tempo, vista la presenza di numerose incrostazioni. La corrente era in uscita verso il mare e dal canale navigabile è stata trascinata sino in porto».

Durante la notte, tra venerdì e sabato, la Guardia costiera ha tenuto sotto controllo la situazione, effettuando diversi passaggi in motoscafo, mentre ieri alle 10, dopo un primo sopralluogo, sono state avviate le operazioni di recupero, da parte del Nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Bologna. Dal comando provinciale di Ferrara è intervenuta anche una squadra di pompieri con autogru, mentre una squadra di pompieri del distaccamento di Comacchio ha prestato il proprio supporto. Le operazioni di imbragatura da parte dei sommozzatori sono terminate poco prima di mezzogiorno.


«Non sappiamo chi sia il proprietario - sottolinea il comandante Vittozzi -, pertanto abbiamo fatto intervenire la cooperativa Brodolini per il recupero e lo smaltimento».
Mentre il natante veniva sollevato dall’autogru per essere riportato in superficie, da una grossa falla presente sul fondo è fuoriuscita tutta l’acqua. «Stiamo attivando una convenzione con il Comune - conclude Vittozzi - per contenere i costi di recupero e smaltimento delle imbarcazioni recuperate come questa, delle quali non si conosce la proprietà».
Katia Romagnoli
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