Ferrara: crac vecchia Carife, 27 nuovi indagati

Contestate ipotesi di distrazione e dissipazione: coinvolti Santini, Murolo, Lenzi e Forin, gli ex cda e sindaci tra 2008 e 2013

FERRARA. E adesso la verità sul grande crac, della grande banca che grande banca non è più, la vecchia Carife: la procura ha infatti inviato nuovi 27 avvisi di garanzia per bancarotta fraudolenta nelle varie ipotesi di dissipazione, distrazione e occultamento per la malagestione tra gli anni 2008 e 2013.

 Ipotesi di reato ampiamente diverse da quanto conosciuto finora, sull’inchiesta dell’aumento di capitale  che rappresenta solo un piccolo pezzo della storia di vecchia Carife (estate 2011). Gli avvisi di proroga rappresentano il primo atto pubblico dell’inchiesta nata sul crac di vecchia Carife, dichiarato ufficialmente dopo lo stato di insolvenza di fine inverno scorso e dopo il Salvabanche che aveva messo in risoluzione - liquidazione vecchia Carife. L’atto è stato notificato o è in corso di notifica (a mezzo posta) come avviso di proroga indagini.

E tra i 27 indagati compaiono soprattutto gli ex vertici della grande banca che fu: il presidente Alfredo Santini e il direttore generale Gennaro Murolo, così come Sergio Lenzi e Daniele Forin che li avevano sostituiti e poi tutti i membri degli ex cda e dei collegi sindacale, epoca 2008-2013.

Gli avvisi di proroga - un atto cartaceo di appena due pagine - sono firmati dal giudice per le indagini preliminari, Monica Bighetti, su richiesta dei pm Barbara Cavallo e Stefano Longhi, con la supervisione del procuratore capo Bruno Cherchi.

I reati contestati nei capi di incolpazione, molto sintetici - appena poche righe con l’elencazione degli articoli (216, 219 e 223 della legge fallimentare) - parlano di bancarotte fraudolente con le aggravanti appunto di quella aggettivazione (distrattiva, dissipativa e per occultamento) che si traduce con un colossale sperpero del patrimonio della Grande banca, che grande non è più. Di cui sono responsabili (presunti, l’ indagine dovrà accertare ruoli e responsabilità) gli ex amministratori che si sono succeduti, appunto, negli anni, dal 2008 fino al 2013, quando Carife venne commissariata.

La proroga indagine è stata chiesta e ottenuta dai magistrati (un atto più che annunciato, anche da questo giornale) perchè ovviamente le indagini sono state appena avviate ed è necessario svolgere accertamenti e verifiche anche sulle ultime informative che risalgono al febbraio scorso della Guardia di Finanza.

L’inchiesta era stata aperta nel luglio scorso e da allora sono passati oltre sei mesi, obbligando i magistrati a scoprire le proprie carte, parzialmente, e informare gli indagati dell’indagine a loro carico. L’inchiesta ora dovrà far luce - una volta per tutte - sulla gestione della banca, o meglio sulla malagestione come è stata già indicato sul piano civilistico, con l’azione di responsabilità per danni: azione giudiziaria che viaggia parallela davanti al tribunale delle imprese a Bologna.

Le responsabilità sono pressocchè le stesse, con la differenza di ruoli e posizioni tra civile e penale così anche numero di ex amministratori quasi coincidente. Si saprà, dunque, con le indagini concentrate questa sul crac - l’inchiesta sull’aumento di capitale è conclusa - se chi gestì vecchia Carife fece «un uso sconsiderato dell’attività creditizia» e perchè vennero affidati soldi ai «grandi clienti che non hanno onorato i debiti, causando la distruzione della banca» come aveva sintetizzato il procuratore generale Ignazio de Francisci appena due mesi fa.