Danno erariale, Zappaterra condannata 

Compenso incongruo al capo di gabinetto, per la Corte dei Conti l’ex presidente dovrà risarcire la Provincia di Ferrara con 53mila euro

FERRARA. L’ex presidente della Provincia Marcella Zappaterra deve ritenersi responsabile «al 60%» del danno erariale provocato ai conti pubblici a causa del «trattamento retributivo eccessivo e ingiustificato» attribuito al suo capo di gabinetto, Marcella Paltrinieri. La Terza sezione della Corte dei Conti di Roma ha alzato la posta del risarcimento dovuto alla ex presidente, e nella sentenza - depositata il 15 marzo scorso - che chiude definitivamente la pagina giudiziaria della contestata assunzione, fissa in 53.851mila euro la somma che Zappaterra è chiamata a rifondere. I giudici romani hanno di fatto confermato l’entità del danno quantificato tre anni fa dalla Corte dei Conti dell’Emilia Romagna, ovvero 89.752 (contro i 93mila precedenti), ben diversa però appare la valutazione delle responsabilità.

A cominciare proprio dalla ex presidente la cui condotta è definita «del tutto irragionevole e inescusabile», non recependo con negligenza la contrarietà alla legge. Da qui la ripartizione del danno arrecato alle Finanze della Provincia pari a oltre 53mila euro, contro i 17.700 attribuiti dai giudici regionali.

Per contro, gli assessori che firmarono la delibera incriminata 227 del luglio 2009 (Giorgio Bellini, Davide Bellotti, Caterina Ferri, Massimiliano Fiorillo, Davide Nardini e Tonino Zanni) secondo la Corte dei Conti di Roma dovranno risarcire complessivamente 17.950 euro (il 20% del totale), pari a 2.991 euro a testa, contro gli 11.800 stabiliti dalla Corte regionale. Uno “sconto” accompagnato però da un giudizio severo sul loro comportamento di «prona acquiescenza». Più oneroso, rispetto alla sentenza regionale, il risarcimento stabilito per la dirigente delle risorse umane Maria Grazia Adorni e il segretario generale Angelo Nardella (ora entrambi in pensione), chiamati a rifondere 8.975 euro ciascuno contro i 3.350 (per Adorni) e 950 (per Nardella) precedenti. Secondo i giudici romani l’ex segretario generale ha offerto alla giunta «la copertura tecnica per giustificare scelte amministrative contrarie al principio di legalità e buona amministrazione» attraverso «un comportamento passivo e inerte», mentre l’ex responsabile risorse umane «ha determinato il concorrere della sua responsabilità in virtù delle sue cognizione tecniche di organo deputato alla gestione del personale».


Immediata la reazione del Movimento 5 Stelle. «Queste persone credono di poter fare quello che gli pare gestendo soldi dei cittadini, e per questo devono filare a casa!», scrive il deputato Vittorio Ferraresi. A chiedere le dimissioni di Zappaterra dall’assemblea regionale è anche la consigliera Raffaella Sensoli: «Dopo la condanna definitiva per danno erariale, alla consigliera del pd Marcella Zappaterra non resta che una sola cosa da fare: dimettersi e lasciare immediatamente la Regione».