Pd, alle urne metà iscritti e Renzi stravince col 73% 

Staccate nelle preferenze le mozioni di Orlando (25%) e di Emiliano (1,6%) Il segretario Vitellio: grande prova di democrazia e ora pronti per le primarie

So è chiusa ieri la prima fase dei congressi del Pd nei circoli dove gli iscritti hanno votato le tre mozioni in competizione: Renzi-Martina, Orlando e Emiliano. Se il governatore pugliese sembra arrancare, migliori risultati li hanno ottenuti il ministro della Giustizia e l’ex premier. Anzi, proprio la stella di Matteo l’ex “rottamatore” sembra ancora brillare nel cuore dei militanti dem, per lo meno di quelli ferraresi.
L’affluenza, alle urne aperte nelle sezioni, è stata pari a circa la metà degli aventi diritto: il 45.6%. Entrando nel dettaglio delle preferenze, i 1262 voti ottenuti nei circoli dall’ex segretario del Partito democratico, con una percentuale del 73,16% sanciscono una netta supremazia di Matteo Renzi sugli altri sfidanti.
Il Ministro della Giustizia si è fermato a 434 voti, con una percentuale del 25,16%, non in grado di impensierire l’ex premier, mentre Michele Emiliano 29 voti, ha rischiato la dèbâcle totale con una percentuale dell’1,68%.
Molto soddisfatto per il risultato di questa fase della consultazione il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Luigi Vitellio, che parla di «una nettissima affermazione di Matteo Renzi in tutti i circoli. Come dati di affluenza, direi che siamo in linea con le primarie del 2013, considerando anche l’attenzione mediatica fortissima che c’era all’epoca verso l’ex segretario». Ma un ringraziamento speciale il capogruppo Pd lo indirizza a tutti i militanti, al popolo democratico, a coloro che hanno partecipato ai congressi, magari sottraendo spazio alla famiglia per dedicarsi alla politica. «A tutti loro va il mio personale ringraziamento. Loro sono la D del partito, la democrazia, e hanno rappresentato un bell’esempio di partecipazione. In due settimane il Partito Democratico ha lavorato e discusso con il popolo democratico, mi sembra un bellissimo esempio di democrazia». Non mancano le frecciatine al metodo invece usato dal M5s, «ai click preferiamo le persone in carne e ossa. A Roma, nel municipio VIII, la selezione della classe dirigente la stanno facendo con mail per reclutare nuovi assessori. Noi invece le facciamo con serietà dedicandoci alle persone». La volontà del Pd è «di seguire le linee indicate dai nostri iscritti. E’ emersa la volontà di rendere il partito un luogo dove si parla di futuro, non autoreferenziale e capace di andare in piazza tra i cittadini per dare risposte alla comunità».
Tra i temi emersi durante questa prima fase di primarie, «il lavoro, la sicurezza, l’immigrazione. Sul tema del lavoro, il Pd deve proporre soluzioni mirate e forti, e la riforma del lavoro va in questa direzione. L’obiettivo è quello di rendere partecipi le ragazze e i ragazzi della costruzione di una nuova comunità. Per questo diciamo no al reddito di cittadinanza, meglio renderli parte attiva della costruzione del domani. Andremo quindi avanti su questi argomenti. Il congresso è utile nella misura in cui siamo efficaci sui temi sollevati. Siamo pronti per la sfida del 30 aprile, le primarie saranno l’occasione per tutti gli elettori che si rispecchiano nei valori del partito democratico di poter esprimere il loro voto, anche i non iscritti». Urne aperte il 30 aprile dalle 8 alle 20, versando 2 euro e dichiarando di essere elettore Pd. (v.c.)