Omicidio di Budrio, simili atteggiamento e facilità nel far fuoco

Molte analogie tra la rapina e il furto dell'arma a Consandolo: saranno decisivi gli accertamenti balistici sui proiettili

CONSANDOLO. Cave di Savio, in Romagna nel dicembre 2015: uccisione di una guardia giurata e furto di una pistola; Consandolo, 30 marzo 2017, chiosco del piadinaro vicino la stazione ferroviaria: ferimento di una guardia giurata e il furto di una semiautomatica Smith & Wesson calibro 9x21 ed infine, Riccardina di Budrio, in provincia di Bologna, primo aprile 2017: uccisione del barista Davide Fabbri. C’è un comune denominatore in questa sequenza ? Prove al momento non ce ne sono ma molti elementi hanno portato gli inquirenti a ipotizzare che l’autore dei tre fatti sia lo stesso.

La persona che, come ha riferito alla Nuova la guardia giurata della Securpol di Ferrara, aggredita a Consandolo, «è sicura di non aver niente da perdere e se solo io avessi reagito m’avrebbe fatto del male: di questo sono certo». Molte le analogie tra l’aggressione di Consandolo e l’omicidio di Budrio; il bandito indossava una mimetica e per far capire la sua determinazione e le sue intenzioni, ha sparato subito con un fucile, un sovrapposto a due colpi per evitare di lasciare il bossolo sulla scena del delitto. Poi quell’atteggiamento che la guardia giurata della Securpol, a Consandolo, ha definito come quello di «un Rambo», al pari di come è stato descritto dalla moglie del barista ucciso.

Un malvivente che di certo conosce le armi e che le sa maneggiare con disinvoltura, tanto da entrare in azione addirittura con un fucile da caccia: un’arma scomoda da portare e visibile da lontano, dato che le canne possono essere lunghe da 68 a 72 mm. È una persona robusta («un armadio» è stato definito) che si è permesso di tenere un fucile pesante circa tre chili puntato alla testa del malcapitato con una sola mano, mentre con l’altra parlava al telefono con il compare. Addirittura a Budrio, oltre al fucile da caccia con il quale ha sparato un solo colpo (come a Consandolo), aveva quella pistola che ha estratto durante la colluttazione e con cui ha esploso un solo colpo al petto del barista, uccidendolo.

Ora sarà determinante, per capire se i fatti di Budrio e Consandolo sono legati, riuscire a capire se a sparare è stata proprio la Smith & Wesson rubata tre giorni prima a Consandolo. Decisivi saranno gli esami balistici che di sicuro verranno fatti dopo il recupero della pallottola conficcatasi o nel corpo del barista ucciso e su una parete del retrobottega. (g.c.)