Carife ai modenesi entro giugno

È l’auspicio di Vandelli (Bper). Risarcimenti agli ex azionisti? «Priorità ai dipendenti, poi vedremo»

Parla Vandelli (Bper) su azzerati e clienti Carife

MODENA. L’iter autorizzativo per l’acquisizione di Carife da parte di Bper è stato avviato e l’auspicio, espresso dall’amministratore delegato della banca modenese a margine della conferenza stampa del dopo-assemblea, è che possa concludersi «entro giugno». Il tempo è un nemico di questa aggregazione, e di conseguenza della possibilità di rilanciare compiutamente un istituto di credito martoriato da vicissitudini che avrebbero messo in ginocchio qualsiasi azienda, ma Bper ha già acceso un faro su quanto succede in questo delicato passaggio tra vecchia e nuova gestione; le sue priorità sono dipendenti e clienti, agli ex azionisti azzerati l'ad Alessandro  Vandelli non ha sbattuto la porta in faccia, ma nemmeno aperto grandi prospettive di risarcimento.

All'assemblea di Bper si parla del futuro di Carife

A Modena c’è consapevolezza di aver fatto un affare potenzialmente enorme comprando Carife a 1 euro e “pulita” dai crediti deteriorati, «non posso che fare i complimenti al management, è stata un’operazione eccezionale per condizioni, patrimonio acquisito e possibilità di sviluppo» ha commentato dal parterre Giorgio Pulazza, l’organizzatore del patto di sindacato tra soci storici che ha trascinato al successo la lista 1 per il Consiglio d’amministrazione.


C’è un però. «Ogni giorno che passa rende più faticoso il rilancio dell’attività della banca - ha sottolineato Vandelli, rispondendo a una domanda specifica - La nostra parte è completata, con la presentazione delle istanze autorizzative a Bce/Bankitalia e Antitrust, ora immagino s’instaurerà qualche momento di confronto e verifica con le autorità. La speranza è che si possa fare tutto con rapidità».

L’ad si è detto preoccupato non tanto dal trend di perdite ormai annoso («la qualità del credito va in difficoltà quando si fermano le nuove erogazioni, inoltre si è proceduto a pulizie ed accantonamenti»), quanto ai rapporti con i clienti: «Bisogna vedere se potrà essere recuperata la relazione con la clientela. Quel che conta per noi è se attraverso nuove relazioni sul territorio si può rapidamente ritornare a lavorare con famiglie e imprese».

A Vandelli non sfugge certo che i 28mila ex azionisti Carife sono un importante nocciolo duro dei correntisti, e come la soppressione della prospettiva dei warrant risarcitori, dopo l’azzeramento, abbia avuto un peso nella fuga dei clienti nei mesi a cavallo della risoluzione. A precisa domanda, dunque, ha evitato di rispondere alla stessa maniera del suo collega di Ubi, Victor Massiah, nei confronti degli azzerati di Etruria («risarcimenti? Non è il nostro ruolo»).

La formula utilizzata dal manager modenese è meno drastica: «Moral suasion dal governo per forme di riconoscimento agli ex azionisti? Al momento non abbiamo avuto nessun tipo di dialettica, già facciamo uno sforzo enorme in quella realtà e il nostro impegno prioritario va a chi lavora nella banca. Il resto lo vedremo quando saremo più vicini all’aggregazione nel gruppo».

Sembra comunque difficile che possano spuntare di nuovo i warrant, più probabile la riproposizione di strumenti di fidelizzazione come le convenzioni soci.
E questa fase transitoria, dove si rischiano tensioni su integrativo e sportelli? «Cerchiamo di rimanere aggiornati su quanto succede, ma siamo solo, come dire, promessi sposi, non abbiamo neanche un’azione di Nuova Carife - è la risposta dell’ad - Cerchiamo, da soggetto terzo, d’indirizzare temi gestionali che possano avere impatto e interferire sul futuro della banca. Questo c’interessa, il rilancio della banca nel suo territorio».


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