Porto Garibaldi, la guerra delle vongole

Nel portocanale notti di forti rumori, i cittadini protestano 

PORTO GARIBALDI. «Di notte qui non si dorme più. Bisogna mettersi qui a sentire i rumori che arrivano continuamente dal Portocanale. Stare in casa o in strada non fa la differenza, perché i botti sono fastidiosi e assordanti anche con le finestre chiuse».

Un residente nella zona del Portocanale di Porto Garibaldi, ormai arrivato all’esasperazione per il continuo disturbo della quiete pubblica notturna, ha deciso di lanciare pubblicamente un appello, nella speranza che si possa porre fine ad una situazione insostenibile.

«I vongolari pescano nel Portocanale da mezzanotte alle 5 del mattino, provocando con i motori delle idrorasche dei botti pazzeschi. Non si riesce a dormire. Qui ci lamentiamo tutti, ma c’è paura a parlare, - incalza l'uomo-, perché qualcuno ha ricevuto minacce di ritrovarsi incendiata la macchina». Secondo quanto trapelato, le imbarcazioni dei vongolari scorrazzano dal lunedì al venerdì notte tra le acque del porto, area tra l'altro interdetta alla pesca e a tutte le attività antropiche, procurando disagi a chi vive lungo il molo e nelle zone adiacenti.

«Quando fermano le barche si avverte uno scoppio, che è il ritorno per tenere in funzione l’idrorasca - spiega il residente di Porto Garibaldi - e quello ci fa sobbalzare tutti nel letto, nel cuore della notte». Il disagio è destinato ad accentuarsi durante la stagione estiva, perché in tanti, senza servirsi del condizionatore, lasciano le finestre spalancate.

«Io sono in pensione e posso recuperare il sonno perduto di giorno - va avanti l'uomo -, ma non è giusto che io debba andare a letto alle 20.30 perché poi a mezzanotte sono costretto a svegliarmi per i rumori insopportabili». Sembra che in estate si sia vista più volte la motovedetta della guardia costiera rincorrere qualche imbarcazione intenta a pescare le vongole nel Portocanale, ma «questo si verifica perché i turisti chiamano il 1530 - specifica il residente -, che è il numero per le emergenze in mare. Noi residenti invece stiamo sopportando in silenzio, perché abbiamo paura di ritorsioni, ma non ce la facciamo più». Con il suo sos l’uomo è convinto di poter aprire uno squarcio su un problema, che merita le dovute attenzioni insieme ad una soluzione rapida e definitiva.