«Risarcimenti Carife? Decide il tribunale» 

La sentenza della Cassazione spiana la strada a quanti vogliono chiedere rimborsi dopo essere stati azzerati

È una sentenza che apre nuovi scenari e prospettive ai risparmiatori azzerati Carife che hanno visto sparire in parte o in maniera consistente il loro patrimonio con il decreto Salvabanche del 22 novembre 2015. A spiegarlo è l’avvocato Stefano Di Brindisi che con il suo studio legale sta conducendo da mesi una battaglia giudiziaria per fare in modo che i risparmiatori possano tornare in possesso dei loro investimenti perduti.
«E’ arrivata la tanto attesa sentenza della Cassazione - afferma Di Brindisi - che attribuisce la competenza nel dirimere le cause di richieste dei rimborsi ai tribunali dove hanno sede le banche. In un primo tempo c’era stato risposto da un giudice del Tribunale di Ferrara che tale decisione doveva ricadere invece al Tribunale delle Imprese e nel nostro caso a Bologna. Ci siamo opposti e la Cassazione ci ha dato ragione. Si tratta di una vittoria importante, frutto di una sentenza coraggiosa:c’è la possibilità quindi di chiedere il risarcimento dei crediti che si vantavano con la Vecchia Carife alla Nuova Carife». Proprio nei giorni scorsi la Corte d’Appello di Bologna ha deciso che per il risarcimento dei bond argentini contratti con la vecchia Carife da un cliente, il compito di liquidare spetta alla nuova banca che è entrata con la cassa. Una sentenza che ha fatto giurisprudenza e che potrebbe ripercuotersi anche per le future cause. Tornando ai risparmiatori azzerati di Carife, ieri Di Brindisi ha fatto il punto della situazione nel corso di un incontro a Casa di Stella dell’Assassino in via Cammello, insieme all’avvocato Giovanni Franchi. «Si tratta di una sentenza dirimente, perché in questo modo ogni azionista può fare causa nella propria città. Se fosse stato competente il Tribunale delle Imprese, che è organo collegiale,non sarebbe più stato possibile utilizzare il procedimento abbreviato», ha spiegato l’avvocato Franchi, che continua, «con questo provvedimento, ogni risparmiatore può fare causa nella propria città, ed è importante, perché il Tribunale delle Imprese ha tempi lunghissimi, mentre il Foro competente è più celere». La sentenza della Cassazione vale per tutti gli azionisti azzerati di Cassa di Risparmio di Ferrara, Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza, Banca Etruria,Carichieti,Banca Marche,Banca Popolare di Bari. In sostanza, il risparmiatore è considerato un consumatore anche quando è azionista della banca e può fare causa nel tribunale della propria città .La sentenza è nata grazie al coraggio di una signora ferrarese, che dopo esser stata condannata al pagamento delle spese processuali dal Tribunale di Ferrara per avere proposto un’azione legale a un foro incompetente, insieme allo studio legale di Di Brindisi e Franchi ha portato la causa in Corte di Cassazione.
Veronica Capucci