«Stop a selfie e video in corsia» 

Medici in una corsia d'ospedale

La raccomandazione del ministero e dell'Ordine a medici, infermieri e tecnici della sanità. Chi esagera rischia una sanzione

FERRARA. «Si ritiene opportuno richiamare codesti enti ad una riflessione circa le conseguenze che possono sfociare nell’uso improprio dei social networks in un ambito delicato come quello sanitario». La raccomandazione è partita dal ministero della Salute per arrivare sui tavoli degli organi direttivi degli Ordini dei medici, dei Collegi degli infermieri, delle ostetriche e dei tecnici sanitari.
L’Ordine di Ferrara ha pubblicato il testo sul suo sito l’11 aprile scorso e ha “girato” l’avviso a tutti i medici della provincia.
«È un dato di fatto che il fenomeno dei selfie in sala operatoria o nelle corsie ospedaliere sta assumendo proporzioni preoccupanti. Il ministero, ma anche le varie Federazioni degli Ordini e dei Collegi professionali hanno deciso di sottolineare la funzione di servizio pubblico che viene svolta dall’operatore sanitario. Non sono ammessi comportamenti che possano danneggiare le persone che il professionista ha l’obbligo non solo legale ma anche etico di assistere». Il documento ha preso spunto da una serie di «segnalazioni» provenienti da «notizie di stampa», scrive il ministero, su fotografie scattate nei luoghi di lavoro proprio da operatori della sanità. Foto che spesso circolano sui “social” migrando di pagina in pagina e «compromettendo l’immagine degli stessi sanitari - riporta la lettera del ministero - oltreché il rapporto di fiducia tra paziente e sistema sanitario nel suo complesso». Atteggiamenti che, in alcuni casi, si manifestano e riproducono «anche per sottovalutazione dello stesso professionista sanitario» e che possono andare a ledere la privacy dell’assistito.

Di Lascio sottolinea che «nessuna segnalazione di questo tipo è giunta all’Ordine di Ferrara», ma ricorda anche che «la parola dell’anno 2016 è stata “webete”, il neologismo inventato da Mentana che definisce perfettamente l’atteggiamento di alcune persone, e sono anche professionisti della sanità, che con superficialità dimenticano gli obblighi legati alla loro professione quando interagiscono sui “social”». Ferrara, nel 2015, finì nel mirino della Federazione nazionale degli Ordini dei medici per le irridenti dichiarazioni di un componente del Consiglio locale riguardanti le persone affette da sindrome di Down pubblicate su Facebook.
In quel caso non si trattava di foto, ma a firmare la nota che annunciava un’istruttoria sulla vicenda era la presidente della Fnomceo, Roberta Chersevani, che ha sottoscritto la raccomandazione sulle foto e video inviata agli Ordini locali in questi giorni. Un nuovo giro di vite che Di Lascio condivide: «La raccomandazione è esplicita, chi non la rispetta si espone ad un procedimento dell’Ordine».

Gioele Caccia