«Colpito da un pugno forse è “knockout game”» 

Una pratica violenta diffusa anche in Italia e la denuncia di un uomo di 44 anni a Ferrara. «Qualcuno mi ha rotto un dente senza motivo». I suoi legali: cerchiamo testimoni

FERRARA. Quel pugno lo ha subìto all’improvviso e «senza alcuna motivazione», mentre si trovava nei pressi delle giostre, a San Giorgio, racconta Cristiano Zuffi, ferrarese, 44 anni. Un colpo violento che lo ha ferito al volto e in bocca costringendolo a rivolgersi all’ospedale per una lesione al labbro e la rottura di un incisivo (dieci giorni di prognosi).


Proprio quell’affermazione («senza alcuna motivazione») ha indotto i due avvocati ai quali ha conferito il mandato di rappresentarlo, Andrea Tornello e Darien Levani, a ipotizzare che l’aggressore abbia agito per emulare i cultori di un gioco tanto insensato quanto pericoloso: il knockout game.

Forse non tutti ne ricordano il nome, ma negli ultimi 3-4 anni hanno avuto l’occasione probabilmente di vedere qualche filmato che documentava l’azione e gli effetti di questa pratica che consiste nel colpire per strada ignari passanti per provare a “stenderli” con un pugno. Una prova di forza che non lascia al malcapitato di turno la possibilità di difendersi perché tutto avviene senza alcun preavviso e da parte di persone sconosciute incrociate occasionalmente.


Cristiano Zuffi ha presentato una denuncia ai carabinieri per l’aggressione subita l’8 aprile scorso. Un passato da cuoco e da lavoratore edile, oggi senza occupazione, Zuffi spiega che si trovava «vicino ai Bagni Ducali, nei pressi del Luna Park. Mi ero fermato accanto a un gruppo di persone quando qualcuno è giunto da dietro e mi ha colpito con un pugno in faccia». L’uomo mostra una foto scattata dopo aver ricevuto le prime cure mentre sostiene una giacchetta sporca di sangue, sul volto si nota una medicazione.

«Non so perché sono stato aggredito - ripete - ma qualcuno ha visto chi mi ha ferito e da quanto so ha già dato la sua testimonianza alle forze dell’ordine». Chi ha sferrato il pugno forse è un un ragazzo, la denuncia potrebbe quindi coinvolgere il Tribunale dei Minori. Zuffi mostra qualche incertezza e imprecisione nel racconto, aspetti che dovranno essere chiariti dalle indagini. La storia del quarantaquattrenne ha copmunque suscitato nei legali che lo assistono il dubbio che non si sia trattato di un atto di violenza legato a motivazioni contingenti o pregresse.

«La vicenda è allarmante - commentano Andrea Tornello e Darien Levani - perchè, in base alle informazioni in nostro possesso, sembra possa trattarsi del cosiddetto "knockout game", fenomeno molto preoccupante che sembra tornare in voga con frequenza regolare. Anche per questo ci teniamo affinchè questa storia diventi di dominio pubblico, per spingere chi ha subìto simili aggressioni a denunciarlo, nonchè per sollecitare eventuali testimoni a farsi avanti».