Impennata nel 2015 ma la corsa alle armi a Ferrara adesso è in frenata

Una giornata al poligono di tiro parlando di legittima difesa . Il presidente: «Dopo quel boom, ora le licenze sono in calo»

"Chi conosce le armi è molto più attento"

FERRARA. Bang, bang. Si punta al bersaglio al tiro a segno di corso Ercole I d’Este di Ferrara, la sede in una splendida palazzina vincolata dalle Belle Arti e che quasi si appoggia alla parte interna delle Mura. Ma la nuova legge sulla legittima difesa il bersaglio pare proprio non averlo centrato, almeno per ora.

«Mi pare che serva ancora un po’ di tempo - commenta il presidente del tiro a segno nazionale ed istruttore istituzionale Filippo Mascina - . Speriamo si riesca a fare meglio. L’importante - dice ancora - è che la legge sulla legittima difesa consenta al cittadino che decide di avere un’arma di poter contare su una legislazione chiara e trasparente».

Mentre parliamo, nel grande cortile che si apre in un viale alberato che conduce alle linee di sparo, è un via vai di iscritti che si allenano a premere il grilletto. Dall’interno, in fondo al viale, si sentono i colpi secchi, a volte isolati come quelli che fanno i cacciatori. Stando al volume dello scoppiettio si direbbe che i ferraresi sono corsi in massa qui temendo l’assalto alla propria casa. Ma in effetti non è così, ci spiega ancora il presidente, perché «dopo il boom delle richieste di licenze del 2015, ora siamo in controtendenza, calo o situazione stabilizzata».

Quindi i ferraresi non vogliono diventare, stando ai numeri, tutti pistoleri? «No, nella maniera più assoluta», assicura Mascina. Peraltro l’Ue (direttiva 447) sta predisponendo una legge sul possesso delle armi da estendere ai 27 Stati membri, legge che però dovrà poi essere recepita da ogni singolo Stato. Immaginiamo i tempi. In Italia - prosegue il presidente - «la legge ammette 3 grandi categorie di possessori di armi: chi chiede ed ottiene un porto d’armi per difesa personale (esempio, i rappresentanti di gioielli, ndr) che viene rilasciato dal Prefetto; chi chiede una licenza per uso sportivo rilasciata dalla Questura (il 99% dei nostri iscritti appartiene a questa categoria); ed infine le licenze per i cacciatori. Tutte e tre le categorie ed i rispettivi iter, comunque, iniziano dai nostri uffici di questo tiro a segno».

Qui viene difatti rilasciata un’attestazione fondamentale: la “idoneità tecnica al maneggio delle armi”. E ad iscritti, a Ferrara come andiamo? «Ne abbiamo 969, censiti al 31 dicembre 2016». Di questi, spiega ancora Mascina, il 55% è costituito dai cosiddetti “obbligati”, cioè poliziotti, guardie giurate, insomma chi di mestiere maneggia un’arma; il restante 45% è costituito da volontari. Ma, chiediamo, com’è maneggiare una pistola? «Guardi - è secco nella risposta il presidente - , solo avere in mano una pistola comporta delle grosse responsabilità. Pensi che chi ha il porto d’armi per difesa personale (quello dei gioiellieri, tanto per capirci, ndr) e che dunque può portare con sé l’arma ovunque, deve tenerla “occultata”, nascosta, così dice la legge. Avere una pistola non deve essere uno sfizio, perché può provocare, a persone sprovvedute, conseguenze molto gravi».


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