La Regione: nessuno fuori dagli aiuti Ue

L’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura (Agrea), condividendo l’esigenza delle organizzazioni professionali agricole di semplificare l’attuale sistema di erogazione, «rassicura...

L’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura (Agrea), condividendo l’esigenza delle organizzazioni professionali agricole di semplificare l’attuale sistema di erogazione, «rassicura nuovamente il mondo produttivo agricolo regionale che nessun agricoltore sarà lasciato fuori dagli aiuti. La Regione e Agrea sono già state in prima linea nel sollecitare le autorità nazionali alla richiesta di proroga, nella consapevolezza che alcune delle criticità oggi in essere avrebbero comportato la necessità di dilazionare i tempi». È l’immediata risposta del livello regionale alla presa di posizione di Confagricoltura, che aveva chiesto garanzie per l’accesso da parte delle 42mila aziende emiliano-romagnole ai 304 milioni di euro che l’Ue mette a disposizione del territorio attraverso la Domanda unica. Agrea, sottolinea la Regione «è peraltro da molto tempo e non da oggi impegnata quotidianamente nel rappresentare ad Agea e ai suoi tecnici le difficoltà riscontrate e ad analizzare le problematiche che si manifestano per portarle a concrete soluzioni. La recente decisione della Commissione europea, attraverso specifico regolamento, di prorogare la presentazione delle domande al 15 giugno consentirà a tutti i produttori di presentare la propria istanza entro la scadenza, così come di fatto conferma lo stato attuale dei lavori».
La Regione e Agrea confermano inoltre che «per il futuro della Politica agricola comune allo stesso modo non mancherà l’impegno dei propri dirigenti e funzionari, nel sollecitare le autorità nazionali verso scelte operative che garantiscano una fruibilità più lineare delle opportunità offerte dalla legislazione europea». Confagricoltura aveva ad esempio evidenziato l’esigenza di confronto non retroattivo sulla piattaforma informatica, di ridurre il numero delle pratiche eliminando le richieste di contributi inferiori almeno a 500 euro e limitando le misure accessorie che in molti casi offrono aiuti solo per qualche decina di euro.