Riti e speranze «La gara più difficile diversa dalle altre» 

I fantini sono i protagonisti della corsa di domani. Massimo Columbu, detto Veleno, corre per San Giacomo. «Per me il Palio è un gioco, perché il mio lavoro è domare cavalli da corsa da quando avevo...

I fantini sono i protagonisti della corsa di domani. Massimo Columbu, detto Veleno, corre per San Giacomo. «Per me il Palio è un gioco, perché il mio lavoro è domare cavalli da corsa da quando avevo 12 anni. Vengono prima i valori umani, per questo sono affezionato alla contrada di San Giacomo, perché c’è gente buonissima, semplice, umana, e ho accettato subito». Alberto Ricceri, detto Salasso, è il fantino di San Luca. «Il Palio di Ferrara? È profondamente diverso da tutti gli altri. Intanto si gira a mano sinistra, poi è l’unica corsa senza frusta e speroni, e per noi fantini è più difficile. Si tratta di una corsa di resistenza, di 4 giri, con un terreno molto pesante». Aspettative particolari non ne ha: «Però sono nelle migliori condizioni, ho un allenatore meticoloso, un ottimo cavallo». Adrian Topalli è il fantino del rione San Benedetto. A differenza di altri, dice di «non esser scaramantico, cerco solo di concentrarmi al massimo per affrontare al meglio la gara. E mi sto preparando per vincere. Il palio di Ferrara è uno dei più importanti; una delle differenze è la mancanza di uso di frusta». Per Enrico Bruschelli, fantino di Santo Spirito, dove ha esordito, «il ricordo più bello del Palio va alla contrada che fin dal primo momento mi ha accolto come uno di loro. Spero di ricambiare la fiducia». Walter Pusceddu, fantino di Santa Maria in Vado, rivela in un’intervista realizzata pubblicata sulla pagina fb del Palio, di avere sempre «ricordi brutti, perché non ho avuto cavalli competitivi. Quest’anno torniamo pronti, prometto alla contrada Santa Maria in Vado che farò il massimo».