Idea profughi alla Gad, il Comune dice no 

Tagliani stoppa il progetto della Prefettura, il Pd compatto: quartiere a rischio, chiamate i sindaci che non accolgono

FERRARA. Gelo tra l'amministrazione comunale e la prefettura sull'ipotesi di ospitare altri aspiranti profughi alla Gad. La possibilità, esplicitamente esclusa dagli ultimi bandi rivolti alle coop e alle associazioni capaci di gestire in proprio l'accoglienza e ai privati intenzionati a mettere a disposizione strutture e posti letto, è stata ripescata giovedì. Portata al tavolo tecnico di confronto con l'Asp ferrarese come unica possibilità per far fronte all'emergenza. Perché mentre i numeri delle persone in arrivo dall'hub regionale continuano a crescere sotto la pressione degli sbarchi che con le condizioni del mare ormai favorevoli sono ripresi in massa, i tentativi di trovare alloggi stabili e a sufficienza continuano a fallire. Vani i ripetuti appelli del prefetto, praticamente nulle le risposte ai bandi. Con quell'eccezione a cui ora la prefettura guarda come risorsa a cui attingere: le offerte arrivate dalla Gad e che erano state puntualmente escluse, manifestazioni di interesse presentate da una struttura ricettiva e da alcuni privati. Si tratta di alcune decine di posti letto, una dote per la quale vale la pena mettere a repentaglio il rapporto consolidato con il comune capoluogo, sin ora sempre pronto a tamponare i problemi, anche ben oltre le quote di competenza, e che ha messo a disposizione della Prefettura la sua Asp? Evidentemente sì, quell’idea è stata lanciata. La risposta dei tecnici dell’Asp può essere stata interlocutoria, ma a stretto giro è arrivato un secco no dal sindaco

Tiziano Tagliani. Indispettito. Supportato nella sua posizione dal gruppo consiliare del Pd che si prepara a presentare un documento-ultimatum per ribadire l’indisponibilità della Gad, quartiere che già paga lo scotto di una convivenza difficile. Sostenuto dai vertici del partito che tornano a chiedere al Prefetto di far rispettare le regole sull’equa ripartizione tra i Comuni, anche a costo di attuare scelte impopolari. Pure superando la moratoria che esclude i centri più colpiti dal terremoto dagli obblighi di accoglienza. Perché - è la tesi del Pd - non ci si può autoincensare, durante le celebrazioni, sostenendo di essersi messi alle spalle gran parte dei problemi del terremoto, eppure continuare a farsene scudo. Proprio su questo tema Tagliani è intervenuto alle celebrazioni per la Festa della Repubblica criticando l’atteggiamento di alcuni sindaci «a pochi chilometri da qui pronti quando c’è da beneficiare dei contributi ma non altrettanti quando servirebbe la collaborazione di tutti nell’accoglienza dei profughi».
 

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