Quelle simulazioni di voto che mettono a rischio i seggi

Il complicato meccanismo del Rosatellum, l’attuale proposta di legge elettorale, potrebbe essere ulteriormente “ingegnerizzato” dalle modifiche chieste nelle ultime ore, in particolare da Beppe...

Il complicato meccanismo del Rosatellum, l’attuale proposta di legge elettorale, potrebbe essere ulteriormente “ingegnerizzato” dalle modifiche chieste nelle ultime ore, in particolare da Beppe Grillo. Difficile possa però cambiare, in meglio, quella che al momento sembra un sistema particolarmente penalizzante per la rappresentanza ferrarese in Parlamento, a partire dalla pattuglia più folta: il Pd. In linea di massima, infatti, il combinato disposto di listini proporzionali e collegi uninominali ad attitudine maggioritaria sembra premiare le “punte” di consenso territoriale in un ambito regionale, e i democratici ferraresi subiscono la concorrenza dei cugini bolognesi, modenesi, reggiani e ravennati.
Circolano tra i piani alti Pd delle simulazioni che mettono a rischio addirittura tutte e tre le poltrone di Camera e Senato, per Ferrara. La base sono i risultati 2013, una soglia di consensi dem in regione attorno al 40% e l’assunto di prevalere in tutti i 23 collegi uninominali della Camera (2 a Ferrara), quindi uno scenario favorevole ai dem. In questa simulazione il Pd emiliano conquisterebbe 18 dei 44 seggi a disposizione, capolista compreso, e quindi resterebbero fuori ben 6 vincitori di collegio uninominale. Quali? Essenzialmente quelli che prenderanno meno voti in percentuale. In Emilia Romagna, dati 2013 alla mano, numeri inferiori a quelli di Ferrara il Pd li ha registrati solo a Piacenza-Parma, 4 collegi in tutto, e Rimini (altri 2 collegi), con Forlì-Cesena pure sopra, anche se di poco: i due ipotetici vincitori Pd dei collegi provinciali, quindi, non avrebbero certezze di elezione, con rischi maggiori nel Basso Ferrarese che in città. Anche alla luce di queste considerazioni si potrebbe maliziosamente interpretare il ridisegno che l’emendamento Fiano fa dei collegi: escludendo Cento, che finisce nell’hinterland bolognese, da quello cittadino, al quale viene accorpato invece Copparo, si costruisce un territorio un più favorevole al Pd, come pure il Basso Ferrarese-Argenta-Portomaggiore viene rafforzato dai bolognesi Budrio, Baricella e Molinella.
Al Senato la situazione è solo un po’ migliore, per i dem ferraresi. La stessa simulazione attribuisce loro 8-9 senatori in Emilia, e 6 sono già blindati nelle solite Bologna, Modena, Reggio e Ravenna. La corsa sarebbe quindi su romagnoli e anche parmigiani.
Ovviamente gli elettori possono sovvertire ogni scenario, premiando altri partiti e portandoli a vittorie nei collegi uninominali, e in questo caso la “concorrenza” territoriale si giocherebbe con lo stesso schema ma su altre liste.