Troppe albicocche, prezzi a picco 

Produttori in allarme, Confagricoltura: crisi strutturale. Si spera nelle tardive

«Per le albicocche precoci è buio profondo». A parlare è il presidente della sezione frutticola di Confagricoltura Ferrara Lorenzo Chiericati. «La sovrabbondante produzione, in particolare nelle regioni meridionali e nella penisola iberica, ma anche nella nostra provincia stante il clima mite che ha favorito l’allegagione, ha determinato una drastica contrazione dei prezzi, che purtroppo sopraggiunge dopo gli ingenti investimenti effettuati dalle aziende negli ultimi anni per diversificare le proprie produzioni nel tentativo di fare reddito, e dopo gli elevati costi recentemente sostenuti dai produttori per le operazioni di diradamento. Raccogliere il prodotto non converrebbe, ma c’è anche il problema del Programma assicurativo individuale, pertanto se non si raccoglie, calando la produzione dell’annata, si influenza negativamente la media aziendale degli ultimi anni calcolata ai fini assicurativi, media sulla quale viene determinato il contributo pubblico sulle assicurazioni; ciò induce gli agricoltori a raccogliere alla rinfusa per ridurre i costi della manodopera, lavorando in perdita». «Il Pai oggi rappresenta un problema per gli agricoltori che va assolutamente risolto; del resto la posizione di Confagricoltura su questa questione è molto chiara ed anche la Sezione frutticola di Confagricoltura Ferrara ha lavorato affinché il disappunto nostro e di tutti i produttori venga manifestato chiaramente ad Asnacodi (l’associazione nazionale dei consorzi di difesa, ndr). È l'epilogo di una crisi strutturale del comparto frutta che si trascina da anni, dovuta ad una mancata programmazione sia per quanto riguarda le superfici coltivate che per la presenza di varietà non rispondenti alle esigenze di mercato, oltre che alla mancata diversificazione dei calendari di produzione ed all’elevata frammentazione dell’offerta».
Gli fa eco il presidente regionale e nazionale della sezione Frutticola di Confagricoltura Francesco Donati: «C’è molto prodotto sul mercato, soprattutto di origine spagnola, ed il consumo è scarso, anche a causa del clima rigido che attanaglia il nord Europa e non invita al consumo di questa tipologia di frutto. C’è poi il problema delle grandi catene di supermercati tedesche, che per pura speculazione hanno promesso programmi con grandi volumi a prezzi relativamente bassi a molti esportatori di frutta spagnoli e ciò sta inquinando il mercato. Senza contare che l’Italia negli ultimi anni ha perso grosse fette di mercato estero».
Significativa la testimonianza di Verter Zardi, contitolare dell’Azienda agricola Zardi Marco e Verter SS associata a Confagricoltura Ferrara con terreni ad Aguscello: «Quest’anno con le albicocche precoci è un disastro; l’attuale andamento climatico ha determinato la maturazione immediata dei prodotti, sicché ben poco risulta idoneo alla commercializzazione. I prezzi poi sono insoddisfacenti: da 0,48 a 0,70 per il prodotto di prima scelta, mentre la maggior parte del prodotto viene conferito all’industria a 13 centesimi al kg, se si tolgono le spese non rimane niente. Non resta che sperare nelle varietà tardive».(a.t.)
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