Palaspecchi ‘spacchettato’ in cinque maxi-edifici 

Non ci sarà più un complesso edilizio unico, negozi e parchi come collegamenti Bonifica e grana-tritoni nelle mani dei costruttori: domani il cronoprogramma

A partire da questa mattina non ci sarà più da stupirsi né allarmarsi di movimenti attorno al Palazzo degli specchi. Oggi è infatti il giorno dell’ingresso ufficiale di Intercantieri Vittadello al comando della riqualificazione dell’intera area, e i primi lavori saranno la predisposizione del cantiere. La nuova delimitazione, che è più ristretta dell’attuale perché l’intervento finanziato da Cdp investimenti sgr riguarda il corpo centrale dell’ex direzionale, andrà recintata e “guarnita” dagli edifici di cantiere, con la conseguente sorveglianza. Serviranno insomma diversi giorni per vedere la piena operatività del cantiere, che, come previsto dagli accordi siglati a fine maggio a Roma, prenderà in carico sempre a partire da domani la parte conclusiva della bonifica: la derattizzazione è ormai completata, restano da sanificare ed eliminare i rifiuti contenuti nell’interno dell’ex direzionale. Bisogna anche tornare a prosciugare i sotterranei del palazzo, visto che sono passati sei mesi dall’unico pompaggio effettuato, e ci sarà pure da preoccuparsi nuovamente di eventuali tritoni, la specie protetta che ha trovato casa in via Beethoven.
Il cronoprogramma dei lavori sarà presentato mercoledì nell’ex sala del Consiglio provinciale, in Castello, sia ai media che ai consiglieri comunali, da parte della Intercantieri e di Investire sgr, la società gestrice del fondo Ferrara social housing, all’interno del quale è confluito il patrimonio immobiliare coinvolto nell’operazione. Ci sarà in particolare Fabio Carlozzo, consigliere di Investire nel board appena nominato, che segue i primi passi del progetto ferrarese.
In quell’occasione cadranno i veli sul progetto di trasformazione dell’ex direzionale in 263 appartamenti di social housing: da quanto filtrato finora, l’aspetto del complesso cambierà radicalmente, passando da un edificio unico, grazie ai corpi collegati dalla piattaforma del piano terra, a cinque palazzi indipendenti, in corrispondenza delle attuali torri. A piano terra troveranno posto negozi e uffici, oltre a due parchi pubblici, uno dei quali in corrispondenza degli attuali edifici bassi (le palestre, secondo il progetto degli anni Ottanta), che andranno demoliti da parte della proprietà di Ferrara 2007 prima di richiedere l’agibilità per le nuove costruzioni. Non è quindi detto che le ruspe entrino in azione da subito, se non nelle cinque torri, per abbattere le pannellature e rendere più agevole lo sgombero dei rifiuti.
Nei giorni scorsi è stato ufficializzato anche sul sito di Cdp investimenti sgr la nascita del fondo Ferrara, che ha appunto come obiettivo «incrementare la dotazione di alloggi sociali nel comune di Ferrara». È una formulazione analoga a quella utilizzata per Smart living Bologna, l’altro fondo a dimensione cittadina, gestito anch’esso da Investire.
Stefano Ciervo
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