Dopo la tragedia il dramma dell’affido 

Le famiglie del papà e della mamma già si contendono la figlia minore Da una parte c’è la volontà del fratello di lui, dall’altra ci prova la zia di lei

Omicidio di Ambrogio, l'abitazione dove abitava la coppia

AMBROGIO. Sono passate solamente delle ore, poco più di due giorni, dall’omicidio di Ambrogio, da quando sabato notte la 45enne Lara Mazzoni al culmine della rabbia ha accoltellato il compagno 40enne Mirko Barioni, morto nonostante i tentativi di rianimarlo da parte del fidanzatino della figlia maggiore della Mazzoni (avuta con il primo marito Mirko Manarini). Per lui vita finita, per lei il carcere femminile della Dozza e resta un futuro pieno di interrogativi per la loro bambina.


Eh sì, perché se da una parte le indagini delle forze dell’ordine dovranno cercare di scoprire tutte le ragioni che hanno spinto la Mazzoni ad uccidere il compagno, dall’altro il caso è già risolto, visto che a chiamare i carabinieri è stata la zia Melissa, la sorella più giovane di Cattia Bersanetti (mamma di Lara), praticamente una sorella per Lara vista la poca distanza di età e la vicinanza. Infatti, anche Melissa vive ad Ambrogio ed era spesso in via Rossi, dove abitano la sorella Cattia al piano superiore e la figlia Lara sotto con Mirko e le due figlie di lei.
Dunque, al momento il vero problema è l’affido della figlia della coppia, una bambina di tre anni per la quale si sta già muovendo - era inevitabile - la famiglia di Barioni. Curioso, che al pari dei famigliari della Mazzoni, anche quelli della vittima si siano rivolti allo studio legale dell’avvocato Fabio Anselmo di Ferrara. La volontà dei parenti di Mirko (il padre Beniamino, ex barista e camerire in pensione ed i due fratelli, uno dipendente della Berco ed uno titolare del bar che si trova presso il Brico Center in via Primicello, ieri chiuso) è infatti quella di avere in affido la piccola. L’idea dovrebbe essere quella di farla vivere con la famiglia di uno dei fratelli, che a sua volta ha altri due bambini piccoli.


Ma la stessa volontà l’hanno nella famiglia di Lara (oltre ad un fratello, Marco, ci sono la madre Cattia Bersanetti che è vedova di Roberto Mazzoni ormai da diversi anni, ad Ambrogio vive come detto la sorella minore Melissa e nella vicina frazione di Sant’Apollinare abita la sorella di mezzo, Isabella). Ieri nella villetta bifamiliare di via Rossi, dove vivevano sia Lara che la madre Cattia non c’era nessuno, almeno in mattinata, idem nell’abitazione di Melissa visto che la signora era a Ferara per incontrare l’avvocato Fabio Anselmo, dopo che nella giornata di ieri a Lara era stato affidato un avvocato d’ufficio. «Ma di affido della figlia minore non si è ancora parlato», si limita a dire il legale. Ma pare certo che la famiglia voglia avere l’affido della bambina, per permetterle di rimanere a vivere nello stesso paese dove è cresciuta in questi primi tre anni della sua piccola vita, avendo vicino la nonna e la zia Melissa, figura quest’ultima a cui è particolarmente legata la mamma Lara.


In una vicenda già di per sé drammatica, ecco dunque profilarsi un altro aspetto assolutamente non secondario e allo stesso modo drammaticamente triste. Perché la tragedia di sabato sera ha sconvolto un nucleo familiare completo, non solo la morte di Mirko Barioni ed il carcere con l’accusa di omicidio per Lara Mazzoni, ma anche un futuro da ricostruire per due minori, una ragazzina di 15 anni cresciuta con la madre ed ora destinata a vivere con il padre (ne parliamo nell’articolino a sinistra) ed una bambina di soli 3 anni, la quale si trova in un colpo senza papà e con la mamma lontana, in carcere con la gravissima accusa di omicidio. E in tutto questo, in mezzo, altre due famiglie a loro volta distrutte dal dolore per questa tragedia, che in futuro si troveranno molto probabilmente in Tribunale due volte, una per il processo relativo all’omicidio ed una per decidere l’affidamento della bambina.
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