Siccità, il pomodoro sta soffrendo 

Allarme dei produttori. E per l’emergenza idrica la Regione si appella al governo

L’agricoltura si prepara ad un’estate di emergenza-siccità, a partire da una coltura come il pomodoro che è primaria per il Ferrarese, con i suoi 7.429 ettari dedicati nel 2016 (davanti c’è solo Piacenza). L’allarme è stato lanciato da Tiberio Rabboni, presidente dell’Organizzazione interprofessionale Nord Italia, «dalla filiera stanno giungendo molteplici segnalazioni di grandi difficoltà in campo, l’apporto idrico non è sufficiente per garantire corrette ed adeguate irrigazioni e a tutto questo si aggiunge la preoccupazione del comparto industriale che prevede serie difficoltà nell’approvvigionamento idrico durante la campagna di lavorazione estiva». La provincia al momento assorbe 55mila metri cubi al secondo di acqua irrigua, 30 delle quali da Pilastresi, «valori davvero molto alti ma il Po al momento sta crescendo - sottolinea Franco Dalle Vacche, presidente del Consorzio di Bonifica - Non so prevedere cosa succederà nei prossimi giorni, con le temperature molto alte».

L’appello di Rabboni è stato recepito dalla Regione, che ha attivato le procedure per la richiesta dello stato di emergenza nazionale per crisi idrica: oggi è convocato a Bologna un incontro con Arpae, Protezione civile e consorzi, per motivare l’istanza. Il Ferrarese risulta in effetti tra i territori meno colpiti, con deficit idrici inferiori al 20% (stessa situazione per il Bolognese e Ravennate), soprattutto per quanto riguarda l’acqua potabile, ma appunto la situazione di diverse colture può diventare critica.

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