Pupillo di Galeone, per la Spal marcò Kalle Rummenigge

Nel 1984/85 partì titolare poi venne frenato da un infortunio L’ex compagno Cervellati: «Un bravo ragazzo, e che forza»

FERRARA. L’estate del 1984 fu quella delle grandi stelle, per il calcio italiano: arrivarono Diego Armando Maradona, Junior, Rummenigge...

Ecco, Kalle Rummenigge. Una stella, appunto, che brillò nella notte... stellata del 22 agosto, quando l’Inter giocò a Ferrara contro la Spal per la prima giornata della Coppa Italia 84/85. E quella serata rappresentò anche l’apice della carriera per Diego Turola, che contro i nerazzurri si trovò spesso ad incrociare il dirompente attaccante teutonico. A dispetto del numero 3, Turola giocò difensore centrale, il terzino sinistro lo faceva Pregnolato, con il 6. Due forze della natura, Kalle e Turola, masse muscolari impressionanti per l’uno come per l’altro, cosce da far paura. Rummenigge ebbe ovviamente la meglio (segnò anche un gol, l’Inter vinse 3-0), ma quella sera Diego Turola entrò nell’immaginario collettivo, e da molti fu ribattezzato Diego “Armando” Turola, non per il talento ma per semplice assonanza col Maradona appena sbarcato a Napoli. Turola era arrivato alla Spal dal Suzzara, reduce da due stagioni piene in C2. Una scommessa, se vogliamo, ma entrò subito nelle grazie di mister Galeone, non uno qualsiasi.

Riccioli scomposti, capelli lunghi sul collo, capace di esprimersi come marcatore centrale ma - all’occorrenza - anche come mediano o terzino sinistro, Turola non era un fine dicitore però esprimeva un agonismo ed una determinazione notevoli, aveva grandi mezzi atletici. Subito titolare. Contro l’Inter, appunto. Poi nel derby di Bologna (0-0), quindi col Francavilla e ad Avellino. Proprio la gara con gli irpini gli costò un serio infortunio muscolare che lo tenne fuori per un mese e mezzo. Nella gara di rientro, col Vicenza, partì dalla panchina. Con i veneti giocava... Roberto Baggio. Sostituito dopo l’intervallo da Rondon. Galeone rispose con Turola, il Vicenza da 0-2 pareggiò 2-2 con doppietta dello stesso Rondon. Ma Turola dalla gara dopo tornò a vestire la maglia da titolare.
Annata però difficilissima. Lotta per la salvezza. Galeone esonerato a profitto di Danova, poi richiamato. Spal miracolosamente in salvo all’ultima giornata. Turola? Giocò a strappi. Vestendo anche il numero 10. Tra difficoltà di squadra e problemi fisici, raccolse in tutto 14 presenze. A fine anno sarebbe stato ceduto al Rovigo, in seguito giocò con Mestre, Adriese, Gioiese e Baracca Lugo.
Riccardo Cervellati, in quell’84/85 secondo portiere spallino, ieri ha ricordato così l’ex compagno di squadra:
«Partì benino, poi si fece male e si spense un po’. Peccato, a Galeone piaceva. Un bravo ragazzo, un po’ naif per l’ambiente ma venne accolto benissimo da tutto il nostro gruppo. Forse non era molto abituato agli usi di un professionismo ad alti livelli ma si faceva voler bene. Aveva una forza fisica impressionante, con cui colmava alcuni limiti tecnici. In quella stagione eravamo amici, io ero tra i più giovani e legammo abbastanza. Conservo un ottimo ricordo di Diego, purtroppo da quando lasciò la Spal non l’ho mai più incontrato. La sua scomparsa mi addolora».
Diego Turola alla Spal ha vissuto il suo apogeo professionale. La vita, poi, non è stata tenera con lui.