Imprese agricole in assestamento 

Sono 6mila, crescono le “verdi” e innovative. Bene gli under 35

L'andamento del mercato nazionale soffre di concause di vecchia data, come la pesante burocrazia che attanaglia tutti gli imprenditori, la competizione spesso sleale di alcuni Paesi, l'embargo russo, ma anche di “new entry” come l'incognita Brexit, la modificata politica degli Stati Uniti su clima e accordi internazionali. «Le imprese agricole nella nostra provincia negli ultimi anni si sono assestate intorno alle 6.000 unità - afferma Pier Carlo Scaramagli, presidente di Confagricoltura Ferrara - la superficie media dell'impresa, a livello regionale risulta essere di circa 15 ettari, mentre a livello provinciale la media sale a 20 ha. Le realtà che hanno reagito meglio alla crisi - prosegue Scaramagli - sono risultate quelle con maggiore capacità d'impresa, in grado di intercettare l'evoluzione dei mercati e le opportunità delle filiere sapendo cogliere nuove opportunità di business, introducendo innovazione di prodotto e modernizzando i processi. Sempre queste aziende negli anni hanno aumentato fatturato, valore aggiunto e garantito una maggiore occupazione. Le aziende che hanno una dimensione economica significativa oggi rappresentano il 60% del fatturato dell'intero settore e occupano oltre il 60% della manodopera dipendente. Ma i percorsi di crescita non passano dalla dimensione fisica quanto piuttosto dalla dimensione economica e dalla propensione ad innovare. I nostri agricoltori hanno da tempo intrapreso la strada della sostenibilità ambientale nella consapevolezza dello stretto legame tra qualità delle produzioni, tutela del territorio, risparmio idrico ed efficientamento energetico; le nuove tecnologie sono un grande alleato per l'ambiente».

Bisogna continuare ad impegnarci per migliorare la qualità dei prodotti, è la conclusione del presidente, «qualità che deve poi essere riconosciuta, selezionata e premiata da stoccatori e trasformatori evitando di fare di tutto il prodotto un mucchio e di vanificare così gli sforzi per produrre al meglio». Intanto dal 2016 si registra un dato importante, che fa ben sperare per il futuro: a livello nazionale, regionale e provinciale, il numero delle imprese agricole condotte da giovani (under 35 anni), dopo anni col segno meno, sono tornate a salire. Una inversione di tendenza magari non ancora troppo netta ma importante. (a.t.)



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