Bper "fagocita" Nuova Carife: cinquanta gli sportelli a rischio taglio

Ieri con il closing è stato perfezionato l’acquisto della banca ferrarese che scompare. Parte il derby con CariCento per diventare la banca del territorio

FERRARA. È stata scritta la parola fine, questa volta in maniera definitiva. La Carife, o meglio la Nuova Carife, scompare e lascia spazio alla Popolare emiliana. Si concludono così quattro anni di eutanasia bancaria, vissuti tra veleni e polemiche, con strascichi giudiziari e risparmi andati in fumo. Bper ha perfezionato ieri pomeriggio l’acquisizione dell’intero capitale della Nuova Carife dal Fondo Nazionale di Risoluzione alla simbolica cifra di 1 euro.

Il closing dell’operazione, come spiegano i nuovi padroni, è stato effettuato dopo il raggiungimento delle condizioni sospensive alle quali l’esecuzione del contratto di acquisto era subordinato. Sono state ottenute le prescritte autorizzazioni e nulla osta da parte di tutte le Autorità competenti. Inoltre il Fondo Nazionale di Risoluzione ha perfezionato il previsto aumento di capitale di Nuova Carife per un importo complessivo di 290 milioni di euro, funzionale al raggiungimento di un Patrimonio Target pro-forma pari ad almeno 153 milioni di euro, tenuto conto degli accantonamenti addizionali a fondi rischi e di rettifiche a componenti dell’attivo come meglio illustrato nel precedente comunicato stampa. Nei giorni scorsi la Nuova Carife ha perfezionato la cessione di un portafoglio di crediti deteriorati con il Fondo Atlante e con il Credito Fondiario per un importo di 343 milioni di euro. Questo l’aspetto puramente tecnico che mette fine a 179 anni di storia della banca ferrarese.



Adesso arriva quello pratico con un istituto di credito già dimagrito di 750 dipendenti (erano 1.250 prima del commissariamento, adesso ne sono rimasti poco più di 500) che ora viene inglobato nella Popolare emiliana che in pochi mesi metterà in cantiere anche il piano di ridimensionamento degli sportelli, si parla di una cinquantina.

È ora parte anche un nuovo derby con Caricento per aggiudicarsi la palma di banca del territorio, in arrivo anche le prime sponsorizzazioni, dal Premio Estense a un primo approccio con la Spal. Difficile comunque pensare a esborsi in stile “golden age” della vecchia Carife. E a proposito di banca ferrarese, l’ultimo atto del Cda di ieri, dopo al riunione e lo scioglimento delle cariche, è stato quello di esprimere attraverso una nota «grande soddisfazione per il raggiungimento del closing tra l’Autorità di Risoluzione di Banca d’Italia e il Gruppo Bper. Con questo ultimo atto si mette definitivamente in sicurezza anche la quarta good bank, che passa sotto il controllo di uno dei principali Gruppi bancari nazionali – che potrà garantirne crescita e competitività, assecondandone le caratteristiche di banca del territorio. Il Cda uscente, composto dal presidente Roberto Nicastro, dall’amministratore delegato Giovanni Capitanio e dal consigliere indipendente Maria Pierdicchi - desidera ringraziare tutti coloro che hanno permesso coralmente il raggiungimento di questo non scontato traguardo. A partire dai dipendenti che in questi 18 mesi di “Risoluzione” si sono spesi con passione e dedizione, mantenendo e infine riconquistando la fiducia dei clienti, come testimonia la crescita della raccolta della banca nel 2017». Non mancano ringraziamenti anche ai sindacati e ai clienti, questi ultimi definiti coraggiosi, per la fiducia accordata.

La Banca d'Italia, con un proprio provvedimento, ieri ha dichiarato la cessazione della qualifica di “ente ponte” di Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara. Finisce un’epoca.