Autista Tper insultata deve lasciare il bus

Chiede ad alcuni passeggeri di abbassare il volume della radio ed è coperta di offese. Un collega ha dovuto sostituirla: troppo traumatizzata per continuare a guidare

FERRARA. Insultata e aggredita verbalmente da un gruppo di passeggeri turbolenti, solo per aver chiesto loro, con buone maniere, di abbassare il volume della radio. Una dipendente Tper, conducente di autobus, è rimasta così traumatizzata dal trattamento subìto che non è stata più in grado di proseguire la corsa, e ha dovuto essere sostituita in corso d’opera da un collega.

È successo venerdì sera (21 luglio) su un autobus urbano della linea 6, quella che porta a Cona. Tutto è cominciato in stazione, dove alle 20.45, proveniente da Porotto, è arrivato il bus guidato dalla conducente. A bordo, confermano dalla stessa Tper, è salito un gruppetto di cinque persone di colore, tutti maschi adulti, e fin da subito si sono dimostrati piuttosto rumorosi, infastidendo con schiamazzi e con la radio a tutto volume non solo chi era al volante, ma anche altri passeggeri. Una prima richiesta, da parte della conducente, di fare più piano ha ricevuto come tutta risposta una girata alla manopola del volume, per alzarlo ancora di più. Giunta alla fermata dei Teatini, la donna è tornata a invitare il gruppo, sempre con gentilezza, a fare meno rumore. E a questo punto, infastiditi - forse ancor più per il fatto di essere stati ripresi da una donna - i cinque sono passati alla violenza verbale, urlando offese pesantissime alla malcapitata, sotto gli occhi (e le orecchie) indignati di altri passeggeri.


La scena, peraltro, non è passata inosservata nemmeno a un passate che dal marciapiede, attraverso le portiere aperte del mezzo pubblico, ha visto e sentito tutto, minacciando di chiamare i carabinieri. La conducente nel frattempo, non potendo più sopportare la tensione nervosa provocatale dalla orrenda piazzata, ha chiesto rinforzi all’azienda, non sentendosi più nelle condizioni di continuare la corsa.

È stato dunque necessario inviare un altro collega sul posto, perché la sostituisse. L’itinerario, l’ultimo tra l’altro che da Cona sarebbe poi rientrato in stazione, doveva comunque essere portato a compimento. L’avvicendamento “in progress” ha determinato un ritardo di una ventina di minuti, il tempo dell’arrivo del nuovo autista. E i passeggeri incivili? Forse dissuasi dalla prospettiva dell’arrivo dei militari (la chiamata, a quanto sembra, non sarebbe stata fatta) hanno proseguito fino alla fermata di San Giorgio, dove sono scesi.

Un episodio di grande maleducazione e inciviltà, che ripropone il tema della sicurezza dei conducenti, specie nelle ore notturne, e che ha trovato precedenti ancor più gravi nelle cronache nazionali. Nemmeno a Ferrara tuttavia, come riferiscono da Tper, il caso di venerdì sera rappresenta un’eccezione.

Solo la settimana scorsa è avvenuto un episodio analogo, seppure a parti rovesciate: un conducente uomo riempito di improperi da un gruppo di passeggere donne. Il mezzo era quello della linea 360, che passa per Coronella. A fronte del comportamento irrispettoso e rumoroso di una decina di donne, il conducente le ha invitate a moderare il tono della voce, finendo per procurarsi una valanga di insulti imbarazzanti. L’azienda in seguito aveva anche sollecitato maggiori controlli, ma il problema a quanto sembra resta di preoccupante attualità. (a.m.)
 

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