Carife, la beffa del Fisco perdite non detraibili

Gli ex azionisti azzerati non avranno minusvalenze, gli obbligazionisti sì La rabbia dei risparmiatori. Federconsum: tutelate le banche, non i clienti

L’ultima beffa per gli ex azionisti Carife arriva dal fisco. I titoli azzerati hanno fatto sparire ricchezza reale, che però non potrà essere utilizzata nemmeno come minusvalenza fiscale, a differenza delle obbligazioni che hanno fatto la stessa fine dopo la risoluzione. A metterlo nero su bianco sono le lettere che stanno ricevendo in questi giorni gli ex azionisti che hanno cambiato istituto. Unicredit, ad esempio, informa i clienti della cancellazione totale del dossier azioni «su disposizione dei commissari liquidatori», aggiungendo questi passaggi relativi al fisco: «Con riferimento ai titoli azionari, l’operazione non comporta il realizzo di una minusvalenza deducibile, in quanto il rimborso di partecipazioni in sede di liquidazione può generare esclusivamente un reddito di capitale e non un reddito diverso positivo o negativo». Anche su questo aspetto il confronto con gli obbligazionisti è impietoso, in quanto per questi ultimi la risoluzione, «equivalente ad un rimborso pari a zero, determina il realizzo di una minusvalenza fiscalmente rilevante alla data del decreto di risoluzione del 22 novembre. Pertanto provvederemo a registrare, su ciascuna posizione fiscale interessata, la suddetta minusvalenza».

Gli ex azionisti non l’hanno presa bene: «I soldi dei ferraresi sono evidentemente meno importanti rispetto a quelli dei risparmiatori di altre banche, toscane o venete - è l’amara considerazione di uno di questi - A cosa servono ora le assemblee, le fiaccolate, le riunioni, i comizi, i confronti fra cittadini?».

C’è chi tira in ballo le associazioni dei consumatori, ma Roberto Zapparoli, presidente di Federconsum, una delle più attive sul fronte Carife, alza le mani: «Sapevamo dell’azzeramento del dossier titoli, ma sugli aspetti fiscali che stanno emergendo non siamo mai stati coinvolti. È una questione che va approfondita, di sicuro stiamo scoprendo sempre più che i provvedimenti governativi tutelano molto Bper e pochissimo i risparmiatori». L’altra sera Federconsum ha chiuso gli incontri con gli ex azionisti per raccogliere le procure legali da parte di chi intende costituirsi in giudizio nei futuri processi penali: 250 risparmiatori si sono affidati ai loro legali. A settembre scatterà anche la fase operativa degli arbitrati, in questo caso per i bondisti: 180 le adesioni raccolte. (s.c.)

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