«Non ci fermeremo». Gli azzerati Carife contro il governo

Fiaccole e rabbia in piazza: «Ferrara è stata la più stuprata». «Tutti a Bruxelles, Bper ci deve qualcosa». Alleanza tra sigle

I tavolini di Giori erano pieni ieri verso le 22 quando Sergio Finessi, munito di pettorina fluo e megafono, è sbucato dai voltini avvertendo «è arrivata la nostra ora». Facce stupite, lui intendeva l’ora nella quale gli azzerati Carife si uniranno per ottenere soddisfazione, e dietro il capofila sono subito spuntati gli striscioni e le fiaccole della manifestazione, ma l’impressione è stata un po’ quella fotografata da quell’immagine: la città ha assistito più che sentirsi parte del dramma ancora una volta messo in piazza dai risparmiatori traditi. La data scelta, l’ultima domenica di luglio, non ha certo favorito la partecipazione alla manifestazione, ma degli oltre duecento partecipanti una quota non trascurabile veniva dal Veneto e dalla Toscana, mentre il nocciolo duro dei ferraresi è rimasto quello degli Azzerati. Si è rinfrescato qualche volto rispetto alle prime manifestazioni, «ho portato mio figlio di 8 anni perché i 10mila euro d’azioni azzerate erano destinate a lui» afferma Dolores D’Adderio. E si è evoluta la forma della protesta: Cleonice Dondi, vestita di nero lutto, ha portato in giro per tutta la sera un’urna cineraria, «celebro i funerali del risparmio» diceva. C’è un pizzico di rabbia in più, se possibile, innescata dalla lettera di benvenuto appena inviata dall’ad Bper, Alessandro Vandelli, che segue la cancellazione totale delle azioni, «vorrei rispondergli per bene» è il proponimento di Ubaldo Ferretti, anche se per Alberto Dolcetti la strada maestra resta la pressione su Bankitalia e governo, più che sui nuovi acquirenti di Carife.

Azzerati Carife in piazza



Il ventre del corteo, che si è snodato da piazza Municipale fino alla ex sede di corso Giovecca e ritorno, scortato da un imponente dispositivo di sicurezza, ha brontolato costantemente contro Pd e governo, con il sostegno sonoro di un attivissimo Nicola Lodi, segretario comunale della Lega Nord. «Sindaco dove sei» il refrain più sentito nel passaggio sotto lo scalone. «Marattin laurea ad honorem in azzeramento dei risparmi» è uno dei cartelli più agitati. «Ladri, ladri» il coretto ripetuto fino all’infinito, «Franceschini-Marattin a voi indrè i mè quatrin» lo slogan in puro dialetto che ha scandito ogni passaggio del corteo. «Ferrara, da Carife sei stata fregata e dal governo sei stata azzerata» ripeteva Katia Furegatti assieme agli Azzerati. «Ci hanno venduto azioni che non avevano quote di capitale idonee» è stato il riferimento più pesante agli ex amministratori, da parte di Milena Zaggia (No Salvabanche). Questo sentiment di fondo ha tolto tensione alla sosta di fronte alla ex sede Carife: solo qualche preghiera ironica «ai nostri nuovi padroni», qualche coretto e poi di nuovo in marcia verso i discorsi conclusivi di piazza.

«I risparmiatori della ex Carife sono per la stragrande maggioranza azionisti e quindi esclusi da qualsiasi ipotesi di risarcimento per il denaro perduto - aveva postato nel pomeriggio Letizia Giorgianni, leader aretina delle Vittime del salvabanche - in base al principio che chi acquista azioni di una banca è consapevole del rischio che corre. Ignorando che la maggior parte di loro è stata vittima del meccanismo perverso delle operazioni baciate, e che essere azionisti di Carife significa solamente aver dato fiducia e appoggio alla banca del proprio territorio». Poi, dal palco, Giorgianni è stata più diretta: «Ferrara è stata la città più stuprata da questo governo, in tanti hanno lavorato una vita per non riuscire a lasciar nulla ai suoi figli. È terribile». Per questo il nucleo più combattivo degli azzerati, che da ieri sera è composto dagli Azzerati Carife e dai No Salvabanche e si salda con i toscani delle Vittime del Salvabanche, continuerà a lottare. «Faremo una colletta per andare a Bruxelles, alla Corte dei diritti dell’uomo, grazie all’iniziativa M5s - ha promesso Zaggia - Andremo a Roma in 5mila, piantando le tende finché non ci daranno udienza. E Bper ci deve dare qualcosa, sennò saremo davanti alla loro sede per sempre». La stessa Bper che ha portato a casa, informava la rappresentante veneta Elena Bertarelli, 140 milioni di euro d’immobili Carife alla cifra d’acquisto globale di un euro.

Stefano Ciervo

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