Azzerati Carife e Bper il dialogo ancora non parte

Lettera dell’ad Vandelli: le banche non sono tutte uguali, Ferrara merita fiducia Ma i manifestanti chiedono la copertura del 20% mancante dei bond e warrant  

Da Alessandro Vandelli ieri non sono arrivate risposte agli azzerati Carife che l’altra sera hanno riempito la piazza con slogan contro il governo e richieste a Bper per una forma di ristoro per le perdite subite con la risoluzione della banca oggi acquistata dai modenesi. Giovedì l’amministratore delegato svelerà direttamente agli analisti, in inglese, la semestrale Bper e forse in quell’occasione tornerà sulla questione Carife. Le sue uniche parole dedicate all’acquisizione della banca ferrarese, del resto, non sono andate esattamente a segno, se è vero che in piazza diversi “azzerati” confessavano irritazione se non ulteriore rabbia per la lettera di presentazione firmata dall’ad modenese e trovata da molti in buchetta al ritorno dalle ferie. Hanno colpito i toni della lettera, priva peraltro di ogni riferimento alla situazione degli ex azionisti Carife che proprio in questi giorni sono stati informati della cancellazione di ogni traccia di questi titoli sul loro dossier, che comunque hanno incassato «il nostro miglior benvenuto nel gruppo Bper». Dopo aver snocciolato le cifre, «siamo il sesto gruppo bancario nazionale, accogliamo oltre 2 milioni di clienti in oltre 1.200 filiali che ci consentono una presenza capillare e risposte adeguate alle esigenze di ciascuna realtà locale italiana», in una storia lunga 150 anni, Vandelli ha indicato a grandi linee qual è la filosofia Bper applicata al territorio. «Il nostro impegno è dimostrare ogni giorno, tramite il nostro lavoro, che le banche non sono tutte uguali. Vogliamo essere al fianco di persone, imprese e comunità per sostenerle e contribuire alla loro crescita, per costruire un solido domani - sono le espressioni usate dal manager - Ci rivolgiamo ad un territorio che merita grande fiducia: da oggi desideriamo condividere scelte ed opportunità provando a crescere insieme».

Un impegno considerato «generico e insufficiente» in particolare da Azzerati Carife e No Salvabanche. Tra le richieste avanzate, in particolare, «Bper dovrebbe almeno fare come Intesa per Vicenza e Veneto Banca, cioè integrare il 20% di mancato rimborso automatico agli obbligazionisti azzerati» ha scandito Giovanna Mazzoni. Per quanto riguarda la situazione degli ex azionisti, Alberto Dolcetti ribadiva di voler seguire la strada dei warrant, cioè titoli che si trasformano in partecipazioni azionarie in determinate condizioni. Seppure siano governo e Pd ad essere maggiormente sotto pressione, dunque, il fronte Bper resta aperto per gli azzerati, considerato pure l’avvertimento scandito al megafono da Milena Zaggia: «Bper ci deve dare qualcosa, sennò saremo sempre davanti alle sue porte».

Stefano Ciervo

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