Daspo anche attorno alle scuole «C’è presenza di spacciatori»

L’area Daspo urbano si allarga ai nove chilometri della cinta muraria, fino a estendersi in prossimità di scuole, università e anche alla residenza municipale e alla cattedrale. Un provvedimento...

L’area Daspo urbano si allarga ai nove chilometri della cinta muraria, fino a estendersi in prossimità di scuole, università e anche alla residenza municipale e alla cattedrale. Un provvedimento sancito dalla giunta comunale in accordo con la prefettura, e che ieri è stato discusso durante l’ultimo consiglio comunale prima delle ferie estive. E’ il sindaco a illustrare all’opposizione la delibera, che modifica l’articolo 1 del regolamento di polizia urbana. «La nuova perimetrazione si estende a tutta la zona muraria, per arrivare anche alle scuole a causa del fenomeno di occupazione attorno agli edifici con presenza di spacciatori. Una zona molto ampia, che include i nove chilometri di mura, aree verdi, municipio, duomo, scuole, università, complessi monumentali». Le sanzioni previste per chi impedisce l’accesso a queste aree pubbliche con comportamenti illeciti prevedono una sanzione da 100 a 300 euro e l’allontanamento per 48 ore dalla zona. La delibera si rifà al Decreto Minniti-Orlando, con la novità dell'allargamento della zona nella quale è possibile applicare il Daspo urbano: non solo stazioni o infrastrutture, ma appunto scuole e intera cinta muraria. Sulla delibera esprime perplessità il consigliere M5s Claudio Fochi, che parla di «impressione che il comitato per l’ordine e la sicurezza abbia partorito un topolino grigio. Il Daspo appesantisce l’apparato burocratico, e le sanzioni non vengono pagate. Il venditore abusivo che riceve un Daspo cambia zona ma vende da un’altra parte. Vi sembra di avere risolto il problema?». Il ragionamento del consigliere pentastellato prosegue allargando il raggio al trattato di Dublino, fino a citare persone autori di reati che «dovevano essere espulse nel 2010, e sono qui. Che senso ha il Daspo di 48 ore?».

Alle critiche replica Fausto Facchini (Pd), «tutte le volte Fochi ci dice che quello che facciamo non va bene. Chiedo piuttosto al M5s che soluzioni ha per questa città? Cosa avete fatto in merito a questo?». La delibera accontenta parzialmente i consiglieri di centro destra, come Giampaolo Zardi (FI): «Questa delibera va comunque votata perché ci è stato dato qualcosa, molto poco, una fionda per combattere un fenomeno più grande di quello descritto nella delibera»; e Giovanni Cavicchi (Lega Nord), che sintetizza nel detto ferrarese «piutost che nient le mei piutost». Prima di votare la delibera, il sindaco ricorda come «la valutazione del M5s vada bene in Parlamento, non qui. Molto più modestamente non ho detto che la delibera risolleverà il problema. Il cittadino si lamenta di non uscire di casa, di avere paura, e per trovare una risposta, uso questo strumento». La delibera passa con 20 sì, 4 astenuti, 2 contrari.

Approvata anche la delibera di riqualificazione dell’area ex Mof, Darsena, Meis, con l’astensione del M5s. Astensione che il capogruppo Pd Luigi Vitellio legge come voto contrario. «Il M5s si astiene, dice quei soldi per la riqualificazione non li vogliamo. Una parte di questo consiglio comunale invece di intestarsi questa vittoria si astiene. Cominciamo a tradurre questi voti, perché altrimenti rischiamo di non capire».

Veronica Capucci