La collezione degli Sgarbi nella vetrina del Castello

Il Comune di Ferrara paga un aggio a Elisabetta e Vittorio ma conta di guadagnarci

FERRARA. È nata qui, e, una parte di essa, verrà qui finalmente esposta: si parla della collezione Cavallini Sgarbi e del recente accordo che il Comune ha stretto con la Fondazione Elisabetta Sgarbi, grazie al quale, dal 3 febbraio al 3 giugno dell’anno prossimo oltre 100, sulle circa 4000 opere dell’intera collezione, troveranno dimora temporanea nel Castello Estense. Era da tempo che Ferrara e la famiglia Sgarbi attendevano questo momento. La collezione, le cui opere sono, per la maggior parte, capolavori di grandi artisti italiani, è l’esito di una caccia ininterrotta e incondizionata iniziata circa quarant’anni fa dalla passione di Vittorio Sgarbi e di sua madre, Caterina Cavallini che, venuta a mancare due anni fa, purtroppo non potrà vedere le opere finalmente esposte nella sua città.

«Sarebbe stato più facile semplicemente studiare, sopratutto gli amati ferraresi e i veneti – dice il critico d’arte –, ma a incrociarli nel nostro tempo mi sembrava di avvertirne la nostalgia della distanza, la lacerazione dai luoghi dove avevano vissuto e lavorato. E mi sembrava mio dovere salvarli e, come se fossero profughi riportarli a casa. Così ho inteso il mio rapporto con le opere d’arte. E ora le ritrovo qui, nella loro e nella mia Ferrara, città dell’accoglienza». Sgarbi promette il meglio della sua collezione, per questa mostra, con orientamento ferrarese, e lancia già un ponte per il futuro: «Si potrà ragionare ora per una sede permanente di queste opere».

Hanno già viaggiato molto le opere della collezione alcune delle quali, in questo momento, si trovano esposte al Salone degli Incanti dell’Ex-Pescheria di Trieste dopo che la stessa mostra, “Le stanze segrete di Vittorio Sgarbi”, era stata già ad Osimo e a Cortina. Nel 2013 avevano anche varcato i confini nazionali per essere esposti a Burgos, cittadina spagnola a nord di Madrid e poi ad Andorra e a Città del Messico nella mostra intitolata “Il giardino Segreto”. Sarà lo stesso coordinatore scientifico dell’esposizione di Burgos, Pietro di Natale, già responsabile delle collezioni d’arte antica e moderna della Fondazione Cavallini Sgarbi, il curatore della mostra ferrarese che avrà il titolo “La Collezione Cavallini Sgarbi: da Niccolò dell’Arca a Gaetano Previati. Tesori d’arte per Ferrara». Questo sarà un viaggio lungo le 14 stanze dell’ala sud e dei camerini del Castello dove attualmente è allestita la rassegna “l’Arte per l’arte” che terminerà il prossimo 27 dicembre. Molte saranno le opere inedite e, nel percorso che attraverserà cinque secoli di storia dell’arte, si spazierà fra diverse regioni ed artisti ponendo comunque particolare attenzione ad artisti emiliani e ferraresi.

È stata la fondazione Elisabetta Sgarbi («non se sapevo nulla» dice Vittorio) a stringere l’accordo con il Comune per la realizzazione dell’evento. A cura della fondazione saranno infatti curatela e direzione scientifica, imballaggio, trasporto ed assicurazione delle opere, e anche la realizzazione del catalogo che verrà disegnato da Luigi Cerri ed edito dalla Nave di Teseo casa editrice di cui la Sgarbi è editore. Per questi oneri il Comune riconoscerà alla Fondazione un compenso di 76.500 euro più Iva ed un aggio di 3,2 più Iva per ogni biglietto emesso. La mostra più visita del Castello prevederà quindi un biglietto intero di 12 euro, la sola visita al Castello (per scuole ecc.) costerà solo 6 euro, contro gli attuali 8 che sono però comprensivi anche dell’ingresso alla rassegna “L’arte per l’Arte”.

Il Comune ha calcolato che, superando il tetto di 40mila visitatori di mostra+Castello, l’operazione sarà in attivo per le casse municipali. Inoltre, Vittorio Sgarbi in prima persona non riceverà nulla dal Comune, neanche qualora firmasse il catalogo; sarà, eventualmente, la Fondazione Elisabetta Sgarbi, ente privato, a tenere rapporti economici con lui.

Molta è la soddisfazione di Elisabetta che commenta: «Questo ritorno a casa sarà una sorpresa per Vittorio: un vero e proprio regalo» aggiunge poi: «In tutti questi mesi di lavoro con il Comune avevo chiaro almeno questo: che Ferrara doveva riabbracciare una collezione nata a Ferrara e, a maggior gloria propria doveva tributarle, e così tributarsi, il grande onore di concederle, e così concedersi, il Castello Estense». Appagato il sindaco, Tiziano Tagliani: «Si tratterà di un’importante occasione che consentirà di poter apprezzare il valore culturale di un patrimonio di dipinti, disegni e sculture appositamente allestito per Ferrara, ma rappresentativo dell’imponente geografia artistica del nostro Paese, frutto di un significativo sforzo collezionistico della famiglia Sgarbi». Un commento è arrivato dal ministro della Cultura, Dario Franceschini che vede l’iniziativa come «un’ulteriore conferma che la via intrapresa dal Ministero per abbattere il confine tra pubblico e privato è sicuramente giusta».

Alberto Ravani