Una donna premurosa amica dei gatti del rione

Mariella Mangolini segnata dalla morte della sorella per avvelenamento Le volontaria del Gata la descrivono come una persona gentile e generosa

Aveva un carattere schivo e la sua passione era quella dei gatti. Mariella Mangolini, 74 anni, la moglie di Galeazzo Bartolucci, uccisa dal marit0 venerdì notte con un colpo di pistola, la stessa arma con la quale l’omicida poi suicida ha freddato nel sonno anche il figlio Giovanni, era l’ultima di quattro sorelle e prima del matrimonio, risiedeva con la sua famiglia in via Bersaglieri del Po 10 proprio sopra il laboratorio del fotografo Bondanelli.

Nello stabile dove abitavano c’è un coinquilino che ricorda ancora Mariella, le sue sorelle e la mamma Genoveffa. Addirittura conserva ancora un ricordo della cresima della piccola Mariella in cattedrale negli anni Cinquanta, con una foto scattata proprio da Bondanelli.

Un grande dolore la colpì quando Valeria, una delle sue sorelle, morì prematuramente per avvelenamento di cibi avariati. Una tragedia che scosse profondamente Mariella sia per la maniera improvvisa in cui si è consumata, ma anche per il grande affetto che la legava alla sorella.

Per qualche tempo lavorò nel famoso negozio di dischi Pistelli - Bartolucci ancora in Corso Martiri all’angolo dei 4S, di proprietà della famiglia, che poi fu ceduto ad altri titolari, mantenendo però lo storico nome. Il negozio era un vero punto di riferimento per il mercato discografico e della musica in città e molti la ricordano ancora in quel periodo all’interno dell’attività commerciale nel centro della città.

«Persona molto riservata e schiva - così la descrivono i vicini di casa, si dedicava ultimamente alla cura di due gatti che aveva ereditato da una persona deceduta. Gatti che purtroppo sono morti anche loro venerdì mattina nella casa in fiamme. In questa sua opera assistenziale le erano d’aiuto le volontarie del Gata che le portavano spesso il cibo e materile necessario per accudire i gatti.

«Non ci frequentavamo molto – riferiscono le volontarie - ma il nostro rapporto era comunque costante e positivo perché la signora Mariella era sempre sorridente e cordiale ma riservata, per cui non si andava oltre. Ci dispiace moltissimo di quello che le è capitato. Ricordiamo la sua bontà d’anima e questa sua gradne passione per i felini per i quali nutriva una grande disponibilità all’accoglienza».

Margherita Goberti