«Tre per mille soglia di coesione»

Il sindaco di Argenta, Fiorentini: comprendere le preoccupazioni dei cittadini

CODIGORO. «Per il centrosinistra la prima parola dev’essere inequivocabile. Le persone, tutte, vanno salvate sempre». Comincia così la lunga riflessione di Antonio Fiorentini, nella doppia veste di sindaco di Argenta e responsabile enti locali del Pd.

«Le proteste della Zanardi sono comprensibili. Vengono infatti da un sindaco che ha una delle maggiori percentuali di profughi della provincia. La sua protesta è rivolta prima di tutto a coloro che non stanno facendo la loro parte. Sia chiaro a tutti Codigoro (come Ferrara, Fiscaglia, Ostellato) ha colmato le lacune degli altri. Ora dice basta, è legittimo. Certo le proposte con le quali ha lanciato il suo “grido” sono irrealizzabili e sbagliate, su questo non c’è dubbio alcuno! C’è di piu! Uno dei valori, oggi fondamentali, del centro sinistra è “la coesione sociale”. Che, in società complesse come anche le nostre sono diventate è una sfida enorme. Vuol dire “tenere assieme” una comunità al punto da essere capaci di indirizzarla, compatta, verso chi ha bisogno. Ma se alcune componenti, come quella degli immigrati, diventano “forzate” allora quella coesione è a rischio (...) In questo ci sono anche responsabilità politiche che non possono essere taciute. È infatti paradossale che ci interessiamo di Sindaci che hanno garantito coesione, integrazione, ospitalità, accoglienza e invece non lo facciamo verso coloro che “teorizzano” porte chiuse indipendentemente da tutto, costringendo altri a spalancare le proprie fino al rischio di romperle».

Dobbiamo comprendere le preoccupazioni dei cittadini, insiste Fiorentini: «Non sempre riusciamo a dare risposte rassicuranti, semplicemente perché non le abbiamo! Quando finirà la migrazione? Fin quando saremo capaci di assorbirla? Le precedenti migrazioni sono integrate al punto da potercene permettere altre, oppure mettiamo a rischio gli uni e gli altri? Al di la della retorica politica che specula sulle paure, ci potrà essere un rapporto con la sicurezza, per esempio se non saremo in grado di dare un lavoro che oggi oggettivamente appare una chimera? Più semplicemente è possibile che per anni questi profughi siano inattivi? A conclusione del periodo di ospitalità che succederà? L’idea dell’accoglienza diffusa è un buon viatico. Ma questa deve rispettare dei parametri. Quello del 3 per mille sembra “assorbibile”. Non può però essere interpretato a piacimento. Vale a livello provinciale? Comunale? O addirittura in singole frazioni?».

Per Fiorentini la clausola del 3 per mille non va applicata solo allo Sprar, ma estesa. Rivendica, infine, lo sforzo di coesione fatto ad Argenta, non facile da mantenere: «Oggettivamente lavorare per integrare 70 persone su 22.500 sembra una sfida alla portata di mano, ma non si può far finta che ci sovrapponiamo ad altre ondate di immigrazione che si sono susseguite negli ultimi 20 anni e che se non “assorbite” rischiano di presentare il conto in termini di mancata integrazione».